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09.07.2020

L’indagine sull’evasione
fiscale consegna allo
Stato 1,8 milioni

Importante operazione coordinata dalla procura di Brescia che ha portato al recupero di 1,8 milioni
Importante operazione coordinata dalla procura di Brescia che ha portato al recupero di 1,8 milioni

Dalla acciaieria che produceva anche evasione fiscale al recupero di 1,8 milioni di euro, già versati nelle casse dello Stato. Un’indagine, quella della procura di Brescia e della Guardia di Finanza della Tenenza di Desenzano che ha avuto quindi effetti concreti anche per le casse statali. E in momenti come questi non è poco. L’OPERAZIONE «Black steel» ha consentito a inquirenti e investigatori di scoprire una maxi evasione fiscale di matrice internazionale. E in sinergia con l’Agenzia delle Enetrate sono stati recuperati quasi due milioni di euro. Al centro delle indagini, coordinate dal pm Claudia Passalacqua e dal procuratore aggiunto Carlo Nocerino è finita una società svedese che controlla un’acciaieria nel Bresciano. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle sono iniziati nel 2018 per concludersi verso la fine dello scorso mese di giugno. Si è trattato, inizialmente, di un accertamento nella sede del consulente fiscale della società estera. La verifica ha portato all’acquisizione di parecchio materiale sia contabile che extracontabile. Sono quindi emerse anomalie al punto che gli investigatori hanno reperito una serie di file informatici che si sono poi rivelati molto importanti, quelli dei clienti, presenti su tutto il territorio nazionale. A questo sono state aggiunte le movimentazioni bancarie. Tutto ciò ha consentito di definire la forma d’evasione fiscale che la società stava praticando: la «stabile organizzazione occulta». UNA FORMA di evasione fiscale che si pratica con una realtà economica stabilmente presente sul territorio italiano, ma appartenente a una società estera. Secondo quanto emerso dalle indagini, si è ottenuto un notevole risparmio fiscale, derivante dai vantaggi conseguiti in termini di tassazione. La società italiana avrebbe avuto un ruolo centrale nella direzione effettiva della società estera. Importante in particolare era il ruolo del personale della società italiana controllata dalla società svedese. Si è proceduto alla ricostruzione del volume d’affari della società e questo è avvenuto in coordinamento tra Procura della Repubblica, Guardia di Finanza e Direzione provinciale dell’Agenzia delle Entrate. L’omessa dichiarazione di ricavi al fisco italiano ha riguardato il periodo compreso tra il 2013 e il 2018. L’imposta evasa ammonta a 1,8 milioni di euro. Sono stati recuperati. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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