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04.08.2020 Tags: Brescia

L’utile corre a 184,3 milioni di euro

Il gruppo «ha mostrato resilienza, velocità di reazione e grande capacità di recupero», con un secondo trimestre impattato dalle conseguenze, non ancora risolte, della pandemia da Covid-19 che ha colpito l’Italia e il mondo. Lo scrive Ubi Banca nella nota che evidenzia i risultati del primo semestre di quest’anno. NEL PERIODO analizzato l’utile netto si attesta a 184,3 milioni di euro, in crescita del 38,1% su base annua. Tra aprile e giugno il risultato netto è stato pari a 90,7 milioni, in linea con i 93,6 del primo trimestre dell’esercizio, nonostante l’impatto del lockdown per Covid-19 sui ricavi e maggiori rettifiche su crediti. I proventi operativi della prima metà del 2020 si sono attestati a 1,80 miliardi di euro, con un calo contenuto dell’1,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, nonostante l’incidenza del lockdown. Il margine d’interesse si è attestato a 803,4 milioni (-9,3%). Sostenuto l’andamento delle commissioni nette a 823,7 milioni (+1,3%). Oneri operativi a 1,18 miliardi (-0,8%) nonostante l’inclusione di maggiori spese amministrative (circa 37 milioni) in relazione all’emergenza da coronavirus e all’Opas di Intesa Sanpaolo. Il Cet1 ratio si attesta al 13,41% (scontando pro quota un’ipotesi di dividendo pari a 0,20 euro per azione per l’esercizio 2020) rispetto al 12,86% del 31 marzo 2020. Nel secondo semestre, la prevedibile evoluzione della gestione sarà «influenzata dalle operazioni di carattere straordinario che Intesa Sanpaolo porrà in essere a seguito dell’esito positivo dell’Opas», afferma la banca nella nota. Al 30 giugno scorso il gruppo quotato in Borsa registra crediti netti verso la clientela per 83 miliardi di euro, in frenata dagli 83,2 di marzo 2020, principalmente per effetto della riduzione della componente di crediti deteriorati netti per oltre 0,1 miliardi. Nel semestre, le erogazioni di finanziamenti a medio e lungo termine sono cresciute a 9,4 miliardi (rispetto ai 5,6 miliardi dell’analogo periodo 2019), con un’importante accelerazione nel secondo trimestre (5,5 miliardi, ovvero +42% rispetto al primo trimestre 2020), anche grazie ai finanziamenti «Covid 19» erogati al territorio. Per quanto riguarda l’evoluzione dei crediti deteriorati, invece, lo stock si è attestato a 6.568,6 milioni in diminuzione dell’1,6% (o 104,6 milioni) nel confronto con marzo (e in contrazione del 3,9% o 269,8 milioni nel raffronto con dicembre 2019). SEMPRE A FINE giugno la raccolta diretta bancaria del gruppo ammonta a 98,6 miliardi, in crescita dai 94 mld di marzo e dai 95,5 di inizio anno per effetto, tra l’altro, dell’aumento della raccolta da clientela ordinaria (78,4 miliardi rispetto ai 75,5 di marzo e ai 76,9 di fine 2019). La raccolta indiretta si è incrementata sia per effetto della crescita delle masse che grazie a un effetto performance, attestandosi a fine giugno a 98,7 miliardi dai 92,2 miliardi di fine marzo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

R.E.
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