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18.05.2019

La 1000 Miglia a Bologna lancia il duello bresciano

Un’immagine notturna di piazza Maggiore a Bologna con le auto d’epoca SERVIZIO FOTOLIVE/Simone VeneziaL’incidente del pomeriggio, tra auto non partecipanti alla corsa
Un’immagine notturna di piazza Maggiore a Bologna con le auto d’epoca SERVIZIO FOTOLIVE/Simone VeneziaL’incidente del pomeriggio, tra auto non partecipanti alla corsa

Chissà se sarà così fino alla fine: un duello made in Brescia, testa a testa fra alfisti. Di sicuro questa mattina, alla partenza da Bologna per la quarta e ultima tappa che si concluderà oggi pomeriggio in viale Venezia (dalle 16.15), a scattare davanti a tutti in classifica sarà la coppia palermitano-bresciana composta da Giovanni Moceri e Daniele Bonetti su Alfa Romeo 6C 1500 SuperSport. In fuga fin dai riscontri cronometrici della notte precedente, capace di scavare un solco di 614 punti rispetto ai favoriti della vigilia Andrea Vesco e Andrea Guerini che adesso sono costretti ad inseguire su Alfa Romeo 6C 1750 SuperSport Zagato. Al terzo posto, invece, l’argentino Juan Tonconogy con Barbara Ruffini su Bugatti Type 40 (a -1385). È la conclusione di una giornata infinita, la più faticosa di questo meraviglioso giro d’Italia a quattro ruote. Un venerdì speso fra gli scorci di Radicofani e Castiglione d’Orcia. Osservando Viterbo che si ferma e si lascia immortalare, con lo stupore di signore che scorgono i pass e chiedono «c’è qualche concerto?», subito dopo vedono una Lancia Lambda: scattano flash come fotoreporter. E POI, Siena. Regina di bellezza, fiore che si schiude al passaggio delle macchine facendole sentire tutte giovani e desiderabili. Altro che autononne... Risalita via Tolomei, ecco la priora Civetta, una delle 17 contrade, che accoglie la carovana prim’ancora dell’assessore al Turismo nel palazzo comunale di piazza del Campo, dove sorge la Torre del Mangia. «Buongiorno, benvenuti a Siena», sorride in tanta cornice Alberto Tirelli, fiero degli splendori senesi pur nella sua dichiarata fiorentinità: «Sono il garante del Palio», spiega. E qui è poco meno che essere il Papa. IL RISTORO per chi prende parte a vario titolo alla corsa è ospitato dove i cavalli stazionano prima di entrare in piazza per il Palio. Il cuore, la pancia di una città che stende il suo tappeto verde alla Freccia, il tempo di uno spuntino ampio - pappa al pomodoro, ribollita, panforte, panpepato, «tutto a chilometro zero» - e un caffè veloce prima di sgasare nuovamente. Veni Vidi Vinci, sulla strada per Firenze. E a Vinci sbanca la 211 di Achille Donati e Carlo Ambrosetti, che si sono portati una paletta a forma di pollicione e salutano le ali di folla con ripetuti segni d’approvazione-e-benedizione. Risultato: tutti pazzi per un «like». È la 1000 Miglia, baby, con tutto il suo carico d’ironia e joie de vivre. Se Siena è sorrisi & relax, Firenze è una botta di adrenalina. Perché anche qui le strade sarebbero chiuse al traffico, eppure entrare in piazza Michelangelo è uno slalom spericolato fra spettatori in attesa e veicoli imbucati. Brivido freddo, mentre il cielo si annuvola e la fretta di arrivare a Bologna aumenta. Le strade del centro dove non si perde neanche un bambino aspettano placide, in un tripudio di aperitivi. Piazza Maggiore è un salotto, palazzo Re Enzo attira diffondendo il genio di Lucio Dalla. Malinconica magìa, potere di una poesia che della 1000 Miglia è ideale colonna sonora. La marcia nuziale che invita all’altare i motori a braccetto con la storia. Un matrimonio che il cantore di Nuvolari aveva benedetto anche partecipando alla gara, perdutamente innamorato delle automobili. E della Freccia Rossa. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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