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16.05.2019

La 1000 Miglia in marcia sotto le Frecce Tricolori

Le Frecce Tricolori solcano il cielo di piazzale Arnaldo prima dello start ufficiale SERVIZIO FOTOLIVE
Le Frecce Tricolori solcano il cielo di piazzale Arnaldo prima dello start ufficiale SERVIZIO FOTOLIVE

La 1000 Miglia è partita da Brescia. Anzi, la 1000 Miglia è arrivata a Cervia-Milano Marittima. No, meglio, la 1000 Miglia sta già avvicinandosi a Roma. Beh, insomma, la 1000 Miglia è in viaggio e ha messo in moto la storia. E che storia! Quando il conte Franco Mazzotti la tirò fuori da uno dei suoi cilindri da sera, agli inizi del 1927, non poteva immaginare tutto questo. Come lui nemmeno gli altri tre ideatori - Giovanni Canestrini, giornalista, Aymo Maggi e Renzo Castagneto, piloti - avevano un’idea precisa del successo (o dell’insuccesso) della Freccia Rossa. Più di tutti, però, lui, il conte Mazzotti, sarebbe orgoglioso di questa 1000 Miglia e di una partenza così. Come? Così: un lungo tappeto rosso su viale Venezia, i motori delle auto in pedana, gli aerei della Pattuglia Acrobatica Nazionale in cielo, il tricolore più lungo del mondo sopra Brescia e tanta, tanta, tanta gente tutto attorno. CHE VOLERE di più? Franco Mazzotti è stato pilota ma anche aviatore, abbattuto a bordo di un Savioa-Marchetti S.M. 75 nelle acque del canale di Sicilia durante la Seconda Guerra Mondiale. Era un nobile, chiaro, anzi, clarense, ma amava la folla e il contatto con la gente. Il volo delle Frecce Tricolori nel teatro a cielo aperto di viale Venezia è un omaggio a lui, alla sua creatura, alle intuizioni geniali e all’Italia. Un’ode che Brescia ha ascoltato con le orecchie tese e gli occhi lucidi. Bello, decisamente. La partenza ha rispettato la tradizione guardando al futuro. A benedirla c’era più di un «personaggio». Lo Stato Maggiore di 1000 Miglia Srl con il presidente Franco Gussalli Beretta in prima linea, Aci Brescia e il suo numero uno Aldo Bonomi sorridente e orgoglioso, il sindaco Emilio Del Bono e la vice Laura Castelletti, che reggevano la bandiera biancazzurra con i colori di Brescia. Ma anche Antonio Giovinazzi, unico pilota italiano in Formula Uno, e Maurizio Arrivabene, che in casi come questi è sia un uomo in carne ed ossa che un augurio. «Sono tornato nella mia Brescia - il suo pensiero a pochi ticchettii dalla partenza -. La 1000 Miglia è qualcosa di straordinario, una delle cose più belle che la città possa offrire». Erano le 14.25 e tutto stava per cominciare. TRECENTO e passa auto dopo, alle 16.30, è toccato anche a Carlo Cracco. A bordo della sua (nel senso che è proprio di sua proprietà) Lancia Aurelia B20 del 1951, lo chef ha vissuto il suo battesimo alla corsa. «Mi aspetto di vedere un’Italia diversa, pronta a valorizzare le bellezze che abbiamo da offrirle - ha detto -. Il cibo? Durante il tragitto ci sono dei luoghi di ristorazione ottimi: dove ci sono macchine si mangia anche bene». Amen. Il resto lo hanno fatto la gente, le auto, il tempo (sì, non ha piovuto) e la grande macchina organizzativa. Alle 17 il gran valzer della partenza è finito come da programma e il centro di Brescia è tornato alla sua vita di tutti i giorni. Ci si rivedrà sabato, quando la parte agonistica della faccenda avrà emesso un verdetto - nella speranza che si possa celebrare la vittoria di un bresciano - e una nuova massa informe di persone sarà pronta a vivere la notte bianca. «The Night», come dicono i manifesti del Comune. Chi volesse seguire minuto per minuto le macchine e sapere dove si trova ogni singolo equipaggio può fare click sulla home page del sito ufficiale. Chi invece avesse la curiosità di addentrarsi nel mondo della regolarità può dare una sbirciata alle classifiche che si trovano poco più sotto. Chi invece è già contento così può vedere di capire se fra un anno il capo sarà disposto a concedere un altro mercoledì pomeriggio di ferie. •

Alberto Armanini
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