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16.10.2019

La bonifica è in ritardo: colpa di Loggia o ministro?

Ferdinando Alberti, Cinquestelle
Ferdinando Alberti, Cinquestelle

La bonifica Caffaro finisce per assomigliare al dilemma «prima l’uovo o la gallina». E sbarca pure a Bruxelles. Il consigliere regionale pentastellato Ferdinando Alberti imputa i ritardi alla responsabilità della Loggia, che aspetterebbe di portare a casa tutti i 77 milioni stanziati prima di acquisire il sito industriale, a fronte delle assicurazioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa che i soldi della seconda tranche ci sono e verranno erogati solo dopo l’acquisizione delle aree da parte del Comune. L’europarlamentare leghista Oscar Lancini, poi, scioglie il «dilemma» chiamando la Commissione Ue a intervenire su Costa perché faccia «eseguire nel più breve tempo possibile una bonifica ormai improrogabile». La Loggia replica ad Alberti sostenendo che «come prevede espressamente l’articolo 252 del testo unico dell’Ambiente al Ministero è affidato primariamente il compito di bonifica a prescindere dalla proprietà pubblica o privata dell’area, quindi l’acquisizione del sito da parte del nostro Ente o di altro ente pubblico non costituisce in alcun modo presupposto necessario». Alberti ne ha anche per il commissario straordinario Roberto Moreni, che ha incaricato Aecom Italia vincitrice di bando europeo di progettare un piano operativo di bonifica (Pob) «che evidentemente ha molte lacune, tanto che Provincia di Brescia, Arpa, Ats e Ispra hanno elencato numerose osservazioni ancora da integrare nel Pob stesso». ALBERTI si chiede se non sia il caso di «rimettere in discussione» la riconferma di Moreni. La Loggia ricorda che Moreni agisce «in nome e per conto del Ministero». Quanto a Lancini, interroga la Commissione Ue, e dopo aver spiegato il «caso» chiede «come intenda intervenire per richiamare il ministero dell’Ambiente italiano alle proprie responsabilità». © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI.VA.
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