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19.07.2019

La città omaggia Venturini «galantuomo mite e tenace»

Musiche e letture nel pomeriggio organizzato in memoria di Mario Venturini
Musiche e letture nel pomeriggio organizzato in memoria di Mario Venturini

«Vorrei che fosse ricordato in tutte le sue sfaccettature come ciò che era: un uomo poliedrico, pieno di interessi»: con queste parole della moglie Laura Foglio, la città ha commemorato ieri Mario Venturini, a 10 anni dalla sua scomparsa. L’ingegnere aeronautico Venturini, nato in Istria il 15 agosto del 1946, non fu solo un assessore all’urbanistica dal 1998 al 2006, un politico del Pci prima del Pds poi, un sindacalista, un insegnante… fu soprattutto «una persona amata come pochi: ha meritato il rispetto di tutta la città - ha spiegato Claudio Buizza introducendo - il gruppo di amici che ha voluto organizzare questo incontro informale, perché Mario non amava le cerimonie solenni e quindi abbiamo pensato ad un momento composto da letture di brani di Mario e su Mario, senza alcuna bandiera». L’attrice Silvia Quarantini ha prestato la voce alle parole del fu assessore, di alcuni suoi amici e compagni, intervallata da musica e canzoni di Alessandro Adami e Carlo Gorio, con l’unico intervento istituzionale e in chiusura del sindaco Emilio Del Bono. Piena la sala di Palazzo Martinengo Colleoni delle Palle via San Martino della Battaglia, dove si sono ritrovate decine di persone per portare, nel cuore più che nei discorsi, il proprio ricordo, personale e pubblico: Carla Bisleri fu assessora insieme a lui nella stessa giunta e ha sottolineato «la sua capacità di cogliere i bisogni della città e di cercare di soddisfarli in un’ottica di progettazione partecipata». Anche Grazia Meazzi, che con Venturini condivise l’esperienza sindacale, ha evidenziato la «lungimiranza di un uomo che seppe cogliere fatti che si sono avverati nel futuro». Un pensiero di amicizia è quello che ha offerto la consigliera comunale Laura Parenza, che conobbe Venturini «quando ero presidentessa della terza circoscrizione: per me resterà nella mente come l’uomo molto sensibile che in tasca portava sempre un libro e l’amore per la sua Istria». Venturini fu «un ingegnere umanista», secondo Franco Tolotti, suo compagno di partito in consiglio comunale. Molto appropriata dunque l’intestazione a lui e rievocata ieri, del parco tra via Somalia e viale Italia: perché, citando nuovamente Buizza, «Mario ha lasciato un’impronta culturale e uno stile amministrativo unico, ha saputo mettere al centro il bisogno di un’idea di città, con uno sguardo proiettato al futuro». IL SALUTO FINALE del sindaco ha ribadito il lascito di «onestà e generosità di un galantuomo mite e tenace, teorico e pragmatico, che non aveva timore ad esprimere le proprie idee ma sempre in modo dialettico perchè la politica per lui non era guerra. Un uomo sincero e noi oggi abbiamo bisogno di figure così». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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