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31.05.2020 Tags: Brescia

La Cultura in piazza per un reddito «ponte»

La protesta di ieri di fronte a palazzo Loggia
La protesta di ieri di fronte a palazzo Loggia

La cultura, l’arte, la musica, lo spettacolo significano vita e «una società dove ci sono investimenti in questo settore è una società con maggior coscienza civile, quindi sana», ha osservato Iro Suraci, lavoratore con contratto stagionale al Teatro Grande di Brescia che ieri mattina ha partecipato all’azione dimostrativa in piazza Loggia con una cinquantina di colleghi del mondo dello spettacolo bresciano. Persone invisibili ma essenziali, senza le quali nessun evento sarebbe possibile: «Dietro a ogni cantante su un palco di sono decine di persone che lavorano per la riuscita del concerto, dai fonici agli elettricisti, dai tecnici delle luci ai promoter - ha aggiunto Simone Cavagnini, musicista -. Pochi giorni fa a livello bresciano abbiamo iniziato a contarci per creare un gruppo organizzato». Invisibili e con poche tutele ma alla base di un settore altamente produttivo: «Abbiamo una miriade di tipologie contrattuali diverse di cui molte atipiche, da anni; l’emergenza ha solo fatto scoppiare questa situazione – aggiunge –. A Brescia c’è un fermento culturale incredibile, che si regge su un sistema di lavoro poco garantito e non continuativo: ecco perché molti di noi risultano esclusi anche dagli aiuti stanziati». Da primo ritrovo in assemblea si è passati, in poche ore, all’organizzazione dell’azione, proprio per avere anche a Brescia un’iniziativa nel giorno della protesta nazionale (ieri) che ha visto manifestazioni nei capoluoghi di Regione. L’appuntamento era alle 12 per permettere ad alcuni partecipanti di raggiungere l’iniziativa pomeridiana a Milano. In una piazza molto movimentata (anche in seguito al ritorno del mercato completo) i lavoratori, nel rispetto di tutte le precauzioni, hanno esibito due striscioni, esposto cartelli e distribuito volantini per far conoscere i motivi della loro protesta, riassumibili in un’unica, vitale parola: reddito. «Un reddito di continuità che traghetti il comparto culturale fino alla ripresa piena dei singoli settori e ne tuteli e garantisca l’esistenza, salvaguardando i rapporti di lavoro in atto» è la richiesta principale avanzata a livello nazionale dal Tavolo emergenza professionisti dello spettacolo e della cultura, lanciata come raccolta firme su change.org (quasi 5mila quelle finora raggiunte) e inoltrata anche al governo. I MANIFESTANTI dopo un’oretta sono stati raggiunti dal presidente del Consiglio comunale Roberto Cammarata che li ha ascoltati e ha garantito non solo comprensione e condivisione dei problemi da parte dell’amministrazione: «Conosciamo la situazione drammatica in cui vi trovate, così come siamo consapevoli che il sistema presenta criticità pregresse all’emergenza. Lavoratori e famiglie che prima riuscivano a sostenersi al limite del possibile oggi non ci riescono più: il problema è diventato drammatico. Vi assicuro che l’assessora alla Cultura è presente su molti tavoli nazionali e a livello locale ha avviato un’interlocuzione con le realtà della produzione culturale bresciana per non perdere del tutto l’opportunità estiva». •

Irene Panighetti
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