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17.09.2020 Tags: Brescia

«La fede, un aiuto per sconfiggere angosce e paura»

Ciò che è accaduto in questi mesi non si può dimenticare o archiviare nella falsa speranza di ripartire come se niente fosse stato: deve fungere da memorandum quotidiano per imbastire una società più giusta, solidale e affamata di spiritualità. È in sintesi la riflessione tracciata dal vescovo Pierantonio Tremolada quale antidoto per superare la scioccante esperienza pandemica, ed è anche la cornice di senso entro cui si è generato l'appello a «fare memoria per orientare il cammino pastorale futuro», lanciato ai preti della Diocesi in occasione della prima giornata dell'annuale convegno del clero. DAL PALCO del Teatro Santa Giulia in città, il presule ha invitato i sacerdoti a fare tesoro dell'esperienza di crisi vissuta nelle comunità di appartenenza e a risalire alle radici di una crisi «che non è soltanto sanitaria ma prima di tutto antropologica, ambientale, relazionale». La prima occasione per ragionare sulle cause del degrado e individuare possibili «buone novelle» è stata offerta ai sacerdoti dall’intervento del professor Mauro Magatti, docente di sociologia generale all'Università Cattolica di Milano. «In quanto figli della modernità siamo esposti all'angoscia della morte e di una vita senza senso, perciò è naturale che il Covid abbia fatto irruzione nel nostro mondo come moltiplicatore di paure e fragilità. Ci siamo scoperti vulnerabili e l'illusoria maschera di perfezione prodotta dalla tecnica è svanita», ha spiegato il relatore. «Il rischio è ora quello di incorrere in un tipo più subdolo di negazionismo - ha aggiunto -, quello che suggerisce di ripartire da zero come se nulla fosse capitato, commettendo gli stessi errori e incappando nelle medesime contraddizioni: cultura dell'eccesso, dello scarto, dell’illusione di un continuo progresso». Ecco allora emergere il ruolo della Chiesa, la quale è chiamata, parafrasando le parole di Papa Francesco, «a immergersi nella realtà, a sperimentare la sofferenza e a servire l’umanità con il Vangelo alla mano. È il solo modo per saldare la frattura tra fede e ragione, per trasformare il mondo attraverso un dialogo continuo con il Dio che si manifesta nella relazione con gli altri». •

DA.VIT.
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