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23.05.2019

La felicità di papà Gianfranco: «Per me è come se fosse rinato»

La corte di via Malta a Brescia dove abita e dove ora potrà fare ritorno Alessandro Sandrini FOTOLIVE
La corte di via Malta a Brescia dove abita e dove ora potrà fare ritorno Alessandro Sandrini FOTOLIVE

«Ciao papà. Ti abbraccio. Ti voglio bene e stai tranquillo». Così Alessandro Sandrini al telefono ha salutato suo papà Gianfranco non appena è sbarcato a Ciampino con il volo che dalla Siria lo ha riportato in Italia a quasi tre anni di distanza dalla sua scomparsa da Adana, la città turca in cui aveva deciso di trascorrere una vacanza nell’ottobre del 2016. «Per me è come se fosse nato una seconda volta - ammette il padre al telefono molto emozionato - Gli ho detto che l’amo e che voglio rivederlo al più presto. Finalmente questo incubo è finito». Pochi minuti di telefonata che però gli hanno permesso di capire che suo figlio è uscito davvero provato da questa vicenda. «La voce è la stessa di prima - ammette - Ma l’ho sentito davvero stanco. Solo lui sa quello che ha provato. Chissà la paura che può avere provato ogni volta che chi lo teneva in ostaggio apriva la porta della stanza in cui era. Tre anni sono una eternità, tre anni trascorsi così sono ancora più difficili da vivere». LA NOTIZIA della liberazione del figlio Gianfranco Sandrini l’ha avuta nel primo pomeriggio. «Erano circa le due del pomeriggio e stavo guidando quando mi è suonato il telefonino - racconta - Ho risposto e dall’altra parte c’era un addetto della Farnesina che in questi anni mi è stato molto vicino che mi ha detto di fermarmi perché aveva da dirmi una cosa. Il cuore si è fermato come in questi tre anni è successo ogni volta che il mio cellulare squillava». La paura si è presto trasformata in una gioia irrefrenabile. «Mi ha detto che Alessandro era libero - prosegue Gianfranco Sandrini - e che lo era già dalle undici del mattino, ma che prima di comunicarcelo dovevano aspettare che fosse in mani sicure». Nelle prossime ore Alessandro potrebbe tornare a casa. «Mi è stato garantito che non finirà in carcere - spiega - Adesso dobbiamo però solo pensare a festeggiare il suo ritorno e ringraziare chi ha lavorato per riportare Alessandro a casa. Ho davvero avuto paura di non rivederlo più. Per tutto il resto ci sarà tempo». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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