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16.10.2019

«La gestione
dell’Urbanistica in
Comune è un vero pasticcio»

Il volto che avrà l’edificio dell’ex Standa alla fine lavori dei ristrutturazione
Il volto che avrà l’edificio dell’ex Standa alla fine lavori dei ristrutturazione

«Il Comune ha bypassato le norme urbanistiche, per far presto ha scelto ancora una volta di ignorarle». E’ questa in sostanza l’accusa che, - nell’occasione del voto in commissione Urbanistica sul cambio di destinazione d’uso a tre piani della struttura che sta nascendo all’ex Standa, tra via Verdi e piazza Vittoria - Lega e Forza Italia hanno lanciato all’amministrazione comunale. E in particolare al settore Urbanistica, perché il bersaglio di Michele Maggi e Paola Vilardi, che sono intervenuti ieri, è non da oggi quel settore, accusato di pasticciare, di gestire l’urbanistica «random» dice Maggi. «Il Pgt dice che in quella zona sono possibili interventi di restauro e risanamento conservativo e che fuori da quella modalità serve un piano di recupero iniziativa pubblica». È questo il caso della ex Standa che per come verrà trasformato dal progetto firmato dallo studio di architettura B+MA - secondo Maggi e Vilardi - dovrebbe dunque essere assoggettato ad un Piano attuativo. «Non a caso - dicono Lega e FI - il primo parere dato da un tecnico dell’Urbanistica, rilasciato il 27 settembre del 2017, prescriveva appunto un Piano attuativo, ma poi ne è intervenuto un altro di parere, che in pratica sconfessa il primo, e che invece ammette che si possa derogare». IL SECONDO parere spiega che anche se si tratta di un intervento non strettamente conservativo, è ammissibile, quindi non viola le Norme tecniche di attuazione del Pgt, perché è su un edificio incongruo (rifatto negli anni 60) rispetto al resto dell’immobile (quello su piazza Vittoria) di fattura piacentiniana. Per l’opposizione le norme urbanistiche e pure il primo parere sottolineavano l’unitarietà dell’edificio, tra ex Standa e piazza della Vittoria. E il fatto che gli uffici comunali abbiano prodotto un secondo parere dando semaforo verde all’intervento («per carità il progetto di Fausto Baresi è molto bello, il punto è un altro», dicono) è l’ennesima dimostrazione di come l’Urbanistica gestisce le pratiche: «trovare espedienti per fare in fretta» è la parola d’ordine in via Marconi. «In commissione è stato detto che in Urbanistica hanno trovato il varco. Ma non si trovano varchi, si rispettano le regole! È anche una questione di rispetto degli ordini professionali, architetti, periti, geometri che assistono ad una gestione discrezionale, ad un Pgt che oggi è interpretato in un modo e domani in un altro», dice Maggi. Negli uffici dell’Urbanistica «non si sa come una pratica inizia e come finisce», precisa Vilardi, che per protesta ha abbandonato la commissione. E che aggiunge: «La maggioranza aveva condiviso la nostra richiesta di rivedere le Norme tecniche di attuazione fatte in fretta. Aveva convocato gli ordini professionali, messo su un cinema... Non se ne è fatto più nulla». La commissione ha approvato il cambi di destinazione d’uso. •

Eugenio Barboglio
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