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23.05.2019

La gioia per Zanotti: Brescia sorride ancora

Brescia in poco meno di due mesi festeggia per la seconda volta la liberazione di un ostaggio in Oriente. Nella serata del 5 aprile scorso infatti era arrivata la notizia della liberazione di Sergio Zanotti, 59 anni, originario di Marone, per tre anni nelle mani dei terroristi. Zanotti era scomparso in Turchia nell’aprile 2016 e da lì finito in Siria. Poi, mesi di vuoto totale fino a che l’imprenditore, per la prima volta, era stato mostrato in ginocchio, in un campo di ulivi a novembre 2016. Nel video implorava un intervento del governo. L’ultima volta si erano avute notizie di Zanotti a maggio del 2017: in un filmato diffuso dai rapitori appariva in ginocchio e ammanettato, in una stanza spoglia con due uomini in nero armati di fucile alle sue spalle. L’imprenditore era partito per la Turchia il 13 aprile 2016 in direzione di Instanbul . Da lì si sarebbe dovuto spostare nella provincia di Hatay, al confine con la Siria. Una zona pericolosa. Da allora non aveva più contattato nessuno in Italia, finchè l’ex moglie ne aveva denunciato la scomparsa. Nelle scorse settimane è avvenuta la liberazione con il ritorno prima a Roma e poi a Marone. E una volta tornato a casa Zanotti aveva avuto l’opportunità di raccontare la sua prigionia: ««Tutto era iniziato a metà aprile del 2016. Ero senza lavoro, ho deciso di andare in Turchia, nella zona di Hatay a pochi chilometri dalla Siria, per cercare di acquistare dinari antichi da rivendere in Europa dove nel mercato della numismatica hanno un valore». L'imprenditore ha raggiunto la zona utilizzando degli autobus, ma il suo errore lo commette quando decide di dare fiducia a un tassista abusivo. «Sono salito a bordo dell'auto - ha raccontato - ma dopo poco sono stato venduto ai miliziani. In due mi hanno narcotizzato e la sera del 14 aprile di tre anni fa mi sono risvegliato in una casupola nella zona di Aleppo». E di fatto, Zanotti è rimasto in quell'area per tutto il periodo del sequestro, fino alla liberazione. •

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