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09.12.2019

La legge, il rigore
e l’impegno: addio
a Giuseppe Frigo

Il professor Giuseppe Frigo ha ricoperto l’incarico di giudice della Corte costituzionale dal 2008 al 2016
Il professor Giuseppe Frigo ha ricoperto l’incarico di giudice della Corte costituzionale dal 2008 al 2016

Non è solo un lutto bresciano. La scomparsa dell’avvocato Giuseppe Frigo, nella notte tra sabato e domenica, segna profondamente il mondo del diritto italiano. Il professor Frigo aveva lasciato l’incarico di giudice della Corte costituzionale nel 2016, per lo stesso male che l’altra notte l’ha strappato alla vita a 84 anni. SAREBBE RIDUTTIVO ricordare l’avvocato Giuseppe Frigo solo per l’attività forense, che pure svolse a partire dagli anni ’60, dopo la laurea, con lode, conseguita nel 1957, a 22 anni all’Università di Pavia. Ma certo, la professione d’avvocato penalista ha rappresentato il punto di partenza fondamentale per ricoprire quel ruolo di grande giurista nel panorama del diritto italiano. La convinzione del ruolo che il penalista poteva e può recitare in un processo si concretizzò nel contributo dato alla fondazione della Camera Penale di Brescia e poi di quella della Lombardia Orientale. Contributo che, oltre alla fondazione, lo portò alla presidenza. Ma dal 1998 al 2002 fu anche presidente dell’Unione delle Camere Penali Italiane, Vicepresidente dell’Unione, presidente del «Centro Aldo Marongiu», per gli studi e le ricerche nell’Unione ed infine presidente del Consiglio delle Camere Penali. «Nella presidenza dell’Unione delle Camere Penali Italiane - scrissero i colleghi del direttivo della Camera Penale di Brescia, alla conclusione dell’impegno alla Corte costituzionale del professor Frigo - ha concorso a proporre, formulare e sostenere la modificazione dell’articolo 111 della Costituzione, attraverso l’introduzione dei principi e delle regole fondamentali del cosiddetto giusto processo; di seguito, le prime, importanti leggi di attuazione del medesimo, tra le quali la legge sulla formazione della prova penale in contraddittorio, la legge sulla disciplina delle investigazioni difensive, la legge sulla autonomia e sull’effettività della difesa d’ufficio e sul patrocinio per i non abbienti». I penalisti bresciani, in quell’occasione evidenziarono inoltre come Frigo avesse «amato e servito gli ideali e i principi del processo accusatorio fin da quando - non potevamo dimenticarlo - nel 1983 fu chiamato al Ministero di Grazia e Giustizia a fare parte della Commissione consultiva per la legge - delega relativa al codice di procedura penale e successivamente della Commissione ministeriale per gli interventi correttivi e modificativi sul codice». Giuseppe Frigo, all’epoca Giudice della Corte Costituzionale, intervenne in occasione dell’intitolazione a Giuseppe Zanardelli del palazzo di giustizia di via Lattanzio Gambara a Brescia, il 30 gennaio 2010. «Brescia dedica il Palagiustizia a colui che promosse il culto delle libertà civili, garante dei diritti e della partecipazione popolare - disse quel giorno-: l’eredità di Zanardelli offre ancora spunti concreti per le riforme giuridiche. Il suo obiettivo, più che attuale, era provvedere all’unità della giustizia come parte integrante dell’identità del Paese, per dotarlo di una magistratura autorevole e indipendente, senza dimenticare il grande valore dell’avvocatura. Questa intitolazione è il riconoscimento della permanenza dei valori del passato». A tutto ciò va aggiunta la carriera accademica, prima in qualità di docente di procedura penale e poi di diritto processuale penale comparato ed europeo presso la Facoltà di Giurisprudenza dell'Università degli Studi di Brescia. Senza che tutto ciò porti a dimenticare i successi ottenuti nelle aule di giustizia che contribuirono a metterlo in luce sin dalle fasi iniziali della carriera. Sin da quando si faceva notare per «la grande eloquenza e al tempo stesso per uno spiccato rigore nella ricerca delle prove». Tra i casi seguiti, il sequestro Soffiantini e la strage di piazza Loggia, come parte civile. UN GRAVE LUTTO quindi per il mondo del diritto bresciano e nazionale. Un lutto che colpisce tutti coloro che hanno svolto esperienze professionali con il professor Giuseppe Frigo, ma anche gli allievi e i giuristi che con lui si sono battuti nel segno di una giustizia garantista. Saranno quindi in tanti a stringersi attorno alla famiglia, in queste ore e soprattutto domani. La camera ardente è stata allestita da ieri pomeriggio alla Poliambulanza. Il funerale si celebrerà domani alle 10.30 nella chiesa del Buon Pastore, in viale Venezia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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