CHIUDI
CHIUDI

17.04.2019

La Loggia a fuoco due volte La cupola rifatta nel 1914

La copertura della Loggia in costruzione nel 1914
La copertura della Loggia in costruzione nel 1914

Anche Brescia dovette soffrire la distruzione di un edificio simbolo della città. Anche se accadde in tempi lontani. Palazzo Loggia era stato edificato su un precedente edificio più semplice con portico alla fine del 1400 per essere la sede del Comune. A progettarlo l’architetto Tommaso Formentone, ricordato dal Largo accanto al Municipio. La Loggia di incendi ne subì non uno ma due. Il primo è della notte del 22 ottobre del 1554, appiccato da ignoti, fu domato in breve tempo. Divampò durante i lavori di costruzione del secondo ordine di bassorilievi. Il secondo invece fu devastante e distrusse la copertura in piombo che era stata realizzata ad immagine di quella del palazzo della Ragione di Padova. NELLA PRIMA mattina del 18 gennaio 1575 il salone prese fuoco. Tutto viene distrutto, compresi i dipinti di Tiziano ricostruiti nella recente mostra in Santa Giulia. Il piombo liquefatto della cupola scorreva per le strade come un torrente e come scrive Baldassare Zamboni, «raccolto e purgato, giunse a pesi 5538 e il ferro a pesi 6730» che vennero venduti. Del sottostante salone non rimasero che le pareti, mentre il pianterreno rimase intatto. Ne furono incolpati i milanesi e, forse con più ragione, il governo veneto, pare interessato a distruggere i documenti riguardanti i privilegi dei cittadini bresciani. Il 19 gennaio il Consiglio stanziò una somma di duemila scudi per scoprire l'autore dell'incendio. Convocò il Palladio per consultarlo circa il «ristoramento» e l'architetto si fermò a Brescia due settimane: presentò un progetto di restauro comprendente tre ordini ma che fu ostacolato dall'architetto Giulio Todeschini. Arrivò la peste. Ci vollero due secoli prima che di rimettere mano al salone e alla copertura: il Vanvitelli realizzò un soffitto provvisorio e sulla facciata una sorta di cimasa settecentesca. I lavori della copertura a carena rovesciata che si vede ora cominciarono ai primi di maggio del 1914. Tolto l'attico del Vanvitelli e terminato l'anello perimetrale in cemento armato per compensare le spinte dell'armatura della volta, fu preparato un doppio telaio d'appoggio su mensole a sbalzo nella muraglia alla distanza di metri 1,35 l'uno dall'altro. •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1