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09.08.2020 Tags: Brescia

«La Loggia fa tornare i conti grazie a Stato e donazioni»

Simona Bordonali durante un intervento in consiglio comunale
Simona Bordonali durante un intervento in consiglio comunale

Simona Bordonali ha un foglio in mano. Una cartella delle tasse locali, arrivata al titolare di un bar bresciano. La tassa è la Cosap, quella per l’occupazione delllo spazio e del suolo pubblico. «La Giunta Del Bono - attacca Bordonali - ha detto che aiutava i commercianti, ebbene, questa cartella è da 1179 euro di canone e sapete quanto è lo sconto concesso dal Comune? 60 euro!». Per Bordonali si tratta di una «mancetta», nulla di più. Non certo di un vero sostegno ai commercianti. «Del resto, il Comune ha fatto molto meno di quello che avrebbe potuto per venire incontro a categorie che sono state molto penalizzate», protesta il coordinatore cittadino Matteo Rinaldi. E quando lo ha fatto, - dicono in coro i consiglieri comunali del gruppo leghista - lo ha fatto spesso e volentieri non con i soldi propri. Bordonali prende spunto dalla recente attualità. E si riferisce, ad esempio, al milione di euro stanziato ieri l’altro e reso noto dalla Giunta in una conferenza stampa. Modalità che i leghisti bresciani hanno trovato stucchevole e antipatica, oltre che essere «l’ennesimo falso annuncio». «Il punto è che Brescia ha ricevuto tantissimo dal Governo e riceverà dalla Regione, ma - ribadisce il coordinatore Rinaldi - ha fatto pochissimo». «E in quello che ha fatto - ammonisce l’onorevole Bordonali - non si dovrebbero contare i fondi della raccolta SOSteniamo Brescia». Fondi che sono donazioni dei cittadini bresciani con i quali il Comune - è il parere leghista - si fa bello, affermando che sta aiutando i commercianti della città. MA COME li aiuta? si chiede l’onorevole-consigliere: «O con i soldi delle donazioni o con quelli delle imposte che nonostante gli annunci i bresciani continuano a pagare». Insomma, sintetizzano, Michela Fantoni e Giori Cappelluti, «il Comune tiene a posto i suoi conti soprattutto grazie alle elargizioni Statali, oppure tagliando del 30 per cento il fondo per il diritto alla studio alle scuole per l’Infanzia tanto da mettendole in grave difficoltà. Ma la città, i bresciani, nel frattempo continuano a soffrire». Oppure, rincara Melania Gastaldi, facendo pagare «423 mila euro di Imu all’Aler per il patrimonio di case di edilizia economico popolare quando l’anno scorso all’azienda di viale Europa erano stati chiesti 73 mila euro. Cosa succederà adesso che l’Aler dovrà sborsare di più: che spenderà meno nelle manutenzioni degli immobili», avverte la consigliera. Bordonali, intanto, torna sul tesoretto che al Comune di Brescia è arrivato dal Governo con il Decreto rilancio: «Sono 26 milioni di euro e sapete quanti ne ha usati la Loggia: 596 mila». Bordonali è irritata dalle scelte dell’amministrazione Del Bono, che trattiene questi finanziamenti per compensare, dice, le minori entrate per verbali di violazioni al codice della strada messe a bilancio, «oppure per compensare il fatto che i bar abbiano ampliato i plateatici ma non sia disceso alcun beneficio per le casse comunali». Massimo Tacconi, capogruppo, la sintetizza così la rabbia dei leghisti per come la Giunta abbia gestito la crisi («un approccio tardivo, nessuna programmazione, scarsa visione politica»): «Siamo stanchi di essere presi per i fondelli. Noi e i cittadini bresciani». E in particolare i commercianti, per i quali, «a parte qualche sconto sulle imposte, non è stato fatto nulla di veramente concreto ed efficace per farli ripartire». SECONDO Massimo Tacconi non c’è stato sufficiente confronto con le associazioni di categoria, in vista dell’assunzione di misure di sostegno. Cita i fondi per il Duc, il Distretto urbano del commercio: 170mila euro della Regione e altrettanti de Comune di Brescia. «Voglio vedere quali saranno i criteri di assegnazione - avverte il capogruppo in Loggia - . Il Comune vuole fare due bandi separati, ma la Regione ha dato precisi criteri. Siamo contrarissimi a dividere i bandi». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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