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20.04.2019

La Loggia vuole uscire da «Brebemi» La società autostradale fa causa e vince

La società di gestione della direttissima è partecipata anche dal comune di Brescia
La società di gestione della direttissima è partecipata anche dal comune di Brescia

Brebemi ha vinto il primo round contro la Loggia. La sezione specializzata in materia di imprese del Tribunale di Brescia ha dato ragione ad Autostrade Lombarde spa che si era opposta alla decisione del Comune di uscire dal capitale della società autostradale che ha realizzato e gestisce la direttissima Brescia-Bergamo-Milano. Stessa cosa, si ricorderà, ha fatto Immobiliare Fiera all’inizio di marzo, ricorrendo contro la dismissione di quota della Loggia. Ma lo ha fatto davanti alla giustizia amministrativa del Tar. Mentre il Tar deve esprimersi sul contenzioso con Brebemi l’amministrazione Del Bono incassa un verdetto sfavorevole, che peraltro ha immediatamente impugnato. La cessione della quota in Brebemi è in realtà solo stata tentata, visto che il bando è andato deserto. Si tratta di uno 0,203 per cento del capitale, equivalente a 1 milione di euro. La stessa strada di Brescia l’hanno intrapresa altri comuni presenti nella compagine azionaria: Bergamo e Milano. L’uscita degli enti locali nonn ha un impatto particolarmente forte - la parte pubblica pesa per il 6 per cento in Autostrade Lombarde (Brebemi). Sullo sfondo c’è la legge Madia che prevede che i Comuni liquidino le partecipazioni nelle società considerate non strategiche. E c’è la considerazione, che è anche quella di Bergamo e Milano, che lo scopo della presenza di questi comuni era legata alla costruzione dell’autostrada. «Con l’inaugurazione - spiega l’assessore di Brescia, Federico Manzoni - è venuta meno la ragione di farne parte». IL COMUNE, che è stato condannato a risarcire le spese di giudizio, quantificate in 12mila euro, ha dunque impugnato la sentenza. Non condivide l’interpretazione del Tribunale delle razionalizzazione delle partecipazioni societarie introdotta dalla legge Madia. Secondo la quale la cessazione del rapporto sociale è consentita a meno che la società non persegua un interesse generale. La conclusione del Tribunale è stata che la gestione delle autostrade, appunto quel che fa Autostrade Lombarde spa, rientra «nella materia di competenza istituzionale del Comune, poichè questi sarebbe genericamente titolare di funzioni in tema di viabilità, oltrechè di trasporto pubblico». AL CONTRARIO, secondo la Loggia, la partecipazione si giustificava nella fase di avvio della spa, quando doveva costruire l’autostrada, non nella fase della gestione. Ci sarebbe insomma una differenza tra trasporto pubblico e viabilità comunale e la gestione di una arteria interprovinciale: «Autostrade Lombarde è una holding a maggioranza di capitale privato che detiene a sua volta partecipazioni in altre società, alcune delle quali totalmente estranee alla dimensione territoriale, e quindi non si tratta di una società che produce direttamente alcun servizio di interesse generale», è la posizione della Loggia. Che ricorda anche al Tribunale che la quota piccolissima di capitale non rende credibile nè perseguibile alcuna delle opzioni, «assai frettolosamente descritte nella sentenza», di acquisizione di un maggior peso sotto il profilo della governance. In base a queste considerazioni la Loggia, in attesa che il Tar si pronunci sul ricorso analogo intentato da Immobiliare Fiera, oltre ad impugnare la sentenza , ha deciso che pubblicherà anche un nuovo bando per la cessione. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

E.B.
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