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09.07.2020

La morte di Souad,
l’ex marito in
appello contro la condanna

Piangono disperati i genitori di Souad  dopo la condanna dell’ex genero lo scorso dicembre FOTOLIVE
Piangono disperati i genitori di Souad dopo la condanna dell’ex genero lo scorso dicembre FOTOLIVE

Souad Alloumi è svanita nel nulla la notte tra il 3 e il 4 giugno di due anni fa. Per la Corte d'Assise di Brescia è stata uccisa e il suo corpo gettato da qualche parte. Per l'omicidio della 29enne di origine marocchina lo scorso dicembre è stato condannato all'ergastolo l'ex marito, il 52enne Abdelmjid El Biti, e padre dei suoi due figli. E ora l'uomo, detenuto dal momento dell'arresto scattato un paio di giorni dopo la scomparsa della donna dalla sua abitazione di via Milano, è ricorso in appello contro la sentenza di primo grado. Nelle prossime settimane dovrebbe essere fissato il processo che si celebrerà davanti alla Corte d'Appello e d'Assise di Brescia. SECONDO LA DIFESA del 52enne operaio marocchino, l'uomo ha cambiato legale all'indomani della condanna, non sarebbe possibile affermare con certezza che Souad Alloumi sia stata uccisa. Per il legale di El Biti la ventinovenne potrebbe infatti avere deciso di abbandonare spontaneamente i due figli piccoli (una bambina di 11 anni e un bimbo di 6 presenti in casa la notte della scomparsa e i primi ad accorgersi la mattina dopo della sparizione della madre) e la sua abitazione per rifarsi una nuova vita, magari con un altro uomo, e lasciarsi alle spalle la tormentata relazione con l'ex marito che più di una volta l'aveva maltrattata e percossa. È questo uno dei motivi su cui poggia il ricorso depositato nelle scorse settimane dalla difesa dell'operaio in carcere a Bergamo da oltre due anni. Per la Corte d'Assise di Brescia, invece, Souad sarebbe stata strangolata dal marito proprio dentro quel monolocale di via Milano dove, dopo essere stata ospitata in una struttura protetta, da qualche tempo viveva con i figli. La giovane madre marocchina per i giudici togati e popolari sarebbe stata uccisa: «Perché - come si legge nelle motivazioni della sentenza di primo grado - intendeva liberarsi dalla morsa tirannica ispirata da una sottocultura retrograda» Dopo averla ammazzata, El Biti avrebbe infilato il corpo della ex moglie in un sacco portabiti quindi lo caricato sulla sua autovettura per poi farlo sparire. Una ricostruzione respinta dalla difesa del maroc chino secondo cui sarebbe impossibile affermare con certezza che il sacco nero trascinato da El Biti la notte tra il 3 e 4 giugno, a immortalarlo era stata la telecamera di sicurezza di un bar al piano terra della corte di via Milano teatro della sparizione, contenesse davvero il corpo della 29enne. Per questo motivo la difesa ritiene che El Biti debba essere assolto. IN SUBORDINE il legale del marocchino, operaio in una fonderia di Seniga dove si era trasferito dopo la separazione, nel ricorso contro l'ergastolo (con isolamento diurno per 18 mesi) chiede che i giudici lo ritengano responsabile non di omicidio volontario, ma preterintenzionale. Secondo il suo difensore infatti El Biti potrebbe avere ucciso Souad al culmine di una lite legata ai ritardi nel pagamento del mantenimento senza però avere la reale volontà di farlo. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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