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11.12.2017

La pedalata porta a Ghedi un messaggio per l’aerobase

Milena Moneta Spolverati di neve, il viso rosso per il gelo e il sorriso di chi ce l’ha fatta, pedalando da Brescia fino a Ghedi per «un mondo disarmato e quindi più umano»: sono i pacifisti (una cinquantina), guidati da don Fabio Corazzina, che alle 15,15 di ieri sono arrivati ai cancelli dell’aerobase militare nella Base. PARTITI dall’oratorio della parrocchia di santa Maria in Silva in città, incuranti del maltempo, hanno voluto festeggiare il Premio Nobel consegnato proprio ieri all’Ican (Campagna internazionale per l'abolizione delle armi nucleari) e «almeno per un briciolo» ai molti gruppi bresciani impegnati su vari fronti per il disarmo: lo hanno fatto con un appello alla Base che ospiterà i nuovi F35 e le B61-12, bombe nucleari di ultima generazione. Don Fabio, a nome di Acli provinciali, Pax Christi, Movimento non violento e dei gruppi che hanno pedalato con lui - tra i protagonisti anche il sindaco di Collebeato Antonio Trebeschi - è stato ammesso alla Base dove ha consegnato all’ufficiale di turno un messaggio per il comandante Luca Maineri. Nel documento si ricordano le parole di papa Francesco, pronunciate un mese fa al convegno per un mondo libero dalle armi e per un disarmo integrale, affinché mai lancino un ordigno atomico. «Le armi non vanno immaginate, né prodotte né custodite e men che meno usate - ha detto don Fabio - e molti militari la pensano come noi. Cerchiamo la collaborazione che porta a risultati significativi», invocando «cuore, intelligenza, impegno e cultura» per la scelta del disarmo. Con lui anche Mimmo Cortese, dell’Osservatorio per le armi leggere, con il suo «sogno di non violenza», e il consigliere provinciale Marco Apostoli, che auspica la messa al bando di ogni aggressività per un traguardo di pace e per un mondo basato sul dialogo e sull'uguaglianza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

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