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21.03.2019

La Pinacoteca
si specchia
nel tetto di vetro

Il render della copertura. Sullo sfondo la vetrata che si vedrà sulla facciata di via Martinengo da Barco
Il render della copertura. Sullo sfondo la vetrata che si vedrà sulla facciata di via Martinengo da Barco

Si va precisando, con il progetto preliminare realizzato dagli uffici dell’assessorato ai Lavori pubblici, la copertura in vetro che sovrasterà il cortile della Pianacoteca Tosio Martinengo. L’immagine pubblicata in questa pagina dà conto di un «tetto» di vetro e acciaio che corrisponde su per giù all’idea che ci si era fatti quando si è venuti a conoscenza del progetto. Ma ora vedendolo salta all’occhio un aspetto. E cioè che il tetto non solo sarà visibile dall’interno del cortile ma anche dall’esterno. Una sorta di lucernario di vetro spunterà al di sopra del portale di ingresso su via Martinengo da Barco. Un elemento di spiccata modernità in un contesto, quello della facciata sud, cinquecentesco. Un azzardo forse per qualcuno, ma che si ritrova in moltissimi musei europei. Un azzardo che ha trovato d’accordo la Soprintendenza e che risolve diversi problemi di fruizione della Pinacoteca e di conservazione degli affreschi e degli intonaci antichi che sono venuti in evidenza durante i lavori al cortile. Dunque guardando la facciata si vedrà la vetrata alle spalle delle statue poste sopra al portale. E dentro il cortile con il portico sarà un ambiente vivibile negli intermezzi delle visite alle collezioni, al riparo da pioggia, freddo e calura. I cortile così chiuso sarà riscaldato e raffrescato, permettendo ai visitatori di passare dallo scalone di ingresso a quello di uscita restando al coperto.

AL CONTEMPO il vetro assicurerà il passaggio della luce del sole, offrendo uno spazio piacevole anche ai frequentatori della caffetteria che - secondo il progetto - occuperà l’ala del palazzo che si apre sulla destra subito dopo l’ingresso di via Martinengo da Barco. Una parte dell’edificio donato da Leopardo Martinego all’amministrazione pubblica nel 19esimo secolo che avrà una sua indipendenza, aperta sulla città e usufruibile anche da chi si vorrà prendere un caffè o un aperitivo senza per forza comprare il biglietto di ingresso alle sale espositive. Il progetto preliminare è stato illustrato ieri in Commissione Urbanistica dall’assessore Michela Tiboni coadiuvata dagli architetti Anna Begni e Patrizia Scamoni dei Lavori Pubblici. Un progetto che potrebbe subire qualche ritocco nei prossimi gradi fino all’esecutivo. Per il quale l’assessore non ha escluso anche la via di un bando per farlo sviluppare da un operatore privato sullo schema frutto degli uffici di via Marconi. Il progetto attuale ha già superato oltre al benestare della Soprintendenza, il vaglio delle commissioni edilizia e paesaggio: ha un costo di 1 milione e 100 euro circa. Ieri si trattava di votare la deroga per interesse pubblico rilevante: la delibera è passata con il sì della maggioranza, mentre la minoranza si è astenuta. Ma l’apprezzamento è stato sostanzialmente bipartisan. Il consigliere Ungari del Pd ha sottolineato che alcuni ambienti a piano terra potrebbero essere destinati a finzioni di altra natura, come ad esempio sale studio, onde legare ancora di più la pinacoteca alla vita quotidiana dei bresciani.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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