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08.11.2019

La Procura nel
«dark web»: stop
al market illegale

La conferenza stampa in cui è stata illustrata l’operazione
La conferenza stampa in cui è stata illustrata l’operazione

Dalla Puglia al resto del mondo attraverso il black market. Fino a quando alcuni acquirenti non sono finiti sotto intercettazione da parte della Procura di Brescia nell’ambito di un’inchiesta sul terrorismo. Un’indagine che ha avuto risalto internazionale, come quella che ne è scaturita sul «dark web» e in particolare su una piattaforma con la quale, nella rete, veniva venduto ogni tipo di prodotto illegale. Entrambe le inchieste (terrorismo e dark web) sono state coordinate dal pm della Procura di Brescia, Erica Battaglia, presente ieri con il procuratore reggente, Carlo Nocerino, all’incontro con la stampa. La parte delle indagini relativa alla piattaforma illegale è stata condotta dalla Guardia di Finanza, dal nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche, il cui comandante, colonnello Giovanni Reccia, è intervenuto a Brescia.


SONO FINITI nei guai, arrestati, in tre, i quali avevano una predilezione particolare per i nomi di politici, al punto che la piattaforma si chiamava «Berlusconi Market» ed era gestita da due nickname, dei quali uno - VladimirPutin - aveva il ruolo di amministratore e l’altro - EmmanuelMacron - di moderatore. «Berlusconi Market», dopo le operazioni contro tre altre piattaforme di vendita di prodotti illegali, era diventato particolarmente attivo con utenti di tutta Europa e del mondo (Usa, Canada, Australia). Un giro enorme di transazioni, stimato in circa due milioni di euro l’anno. Ma nella vicenda ricoprono un ruolo determinante i Bitcoin al punto che a Barletta - i tre giovani sono pugliesi e uno di loro studia informatica a Torino - è stato sequestrato un locale commerciale in cui i Bitcoin venivano scambiati. La moneta virtuale, è noto, ha un alto utilizzo nei traffici illeciti del dark web. Sempre a Barletta le indagini hanno consentito di scoprire un «vendor» di sostanze stupefacenti, conosciuto nell’ambiente del Dark web come «g00d00», e di arrestarlo insieme a un’altra persona nota trovata in possesso di armi da sparo. Ma determinanti sono stati i sequestri di pc, notebook e smartphone, grazie ai quali si è risaliti agli amministratori del Black market in questione.


A PARTIRE dal gennaio 2019 Berlusconi market è stato il più importante mercato del dark web, sia per quantità di oggetti in vendita, sia per il volume degli scambi con oltre 100 mila annunci di prodotti illegali. I tre sono accusati d’aver costituito tra loro un’associazione a delinquere e gli annunci, secondo quanto emerso dalle indagini riguardavano vendita di oro, vendita di armi, esplosivi, tra cui armi da guerra quali i Kalashnikov, file per documenti falsi, farmaci e sostanze stupefacenti, software contenenti virus informatici e altro ancora. E le indagini non sono certamente concluse.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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