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16.10.2020 Tags: Brescia

La Regione ora
richiama in servizio
tutti gli ospedali

Un paziente colpito dal virus in fase di ricovero
Un paziente colpito dal virus in fase di ricovero

Si allarga la rete degli ospedali che sono chiamati a fare fronte, a costituire la prima linea, all’aumento dei numeri dei contagi in Lombardia, e a Brescia in particolare. Le Direzioni generali dei 17 «hub» di riferimento per il trattamento dei Covid sono state convocate il 13 ottobre dalla Regione per stabilire nuove regole, visto l’aggravarsi della situazione. Cosa cambia? Cambia che di fatto tutti gli ospedali, compresi quelli privati accreditati, vengono «richiamati in servizio» contro il Covid. E non solo: nell’incontro milanese sono state prese altre importanti decisioni: un aumento dei posti letto, soprattutto di letti per pazienti a bassa intensità, nei 17 «hub» regionali e una riduzione dell’attività di ricovero programmato non-covid. IL PROVVEDIMENTO che ha l’impatto più ampio nella Sanità lombarda è sicuramente quello che coinvolge nuovamente il secondo livello di strutture, comprese quelle private. La condizione di questo coinvolgimento è che dispongano di una Pneumologia. Ma questa non è la sola decisione che allarga il cerchio della risposta ospedaliera al Covid, aumentando le strutture idonee al trattamento. Ce ne è un’altra, che vale a prescindere dall’essere dotati o no di reparto di Pneumologia. D’ora in avanti tutti gli ospedali che accolgono pazienti positivi li dovranno inviare all’hub di riferimento solo se presentano sintomi di Covid (ad esempio, difficoltà respiratorie). Diversamente, cioè se sono positivi ma asintomatici, dovranno essere curati dalla stessa struttura che li hanno accolti. Una novità, perchè secondo le precedenti disposizioni bastava la positività e si era dirottati agli «hub». A Brescia tutti i positivi erano «affare» del Civile. Ora c’è una presa in carico dei Covid più spalmata sull’intera Sanità ospedaliera. I Covid non sono più un problema solo degli «hub» pubblici, dei grandi presidi ospedalieri a cui la Regione aveva delegato la lotta contro il Covid dopo che questo aveva preso la china discendente e meno preoccupante, ma tornano ad esserlo di tutti o quasi tutti i presidi. Per esempio anche della Poliambulanza, già al centro della prima ondata e che - come ricorda il direttore generale, Alessandro Triboldi - deve solamente riattivare i percorsi e le procedure di isolamento ampiamente collaudate nei giorni più bui. C’è poi la decisione di far crescere i posti letto negli «hub», con un occhio soprattutto ai letti di semi intensiva e di degenza per acuti. L’indicazione è di salire nei 17 ospedali di riferimento regionali rispettivamente di 400 e di 1000 posti. Che declinato per singolo «hub» vuole dire circa 80 letti ognuno. MASSIMO Lombardo, direttore generale degli Spedali Civili, fa sapere che l’Asst bresciana è da questo punto di vista già in linea, grazie alla dotazione dei reparti Infettivi e Covid «A». E che eventuali correzioni andrebbero nel senso di trasformare parte dei letti di questi reparti per accogliere pazienti a bassa intensità, che sono la gran parte dei nuovi ricoveri. E che comunque, il fatto che ora una parte dei pazienti sarà trattenuta in altri ospedali può essere fonte di alleggerimento. A Sant’Anna una oltre 40 letti sono pronti per accogliere pazienti covid, e così anche alcune postazioni di Terapia intensiva. Numeri che possono essere raddoppiati nel giro di 48 ore, fanno sapere dal Gruppo San Donato. Non è immediata, ma è all’orizzonte la riduzione delle attività programmate. Quelle attività - la chirurgia non urgente, l’attività ambulatoriale -, che durante la fase più acuta erano state prima contratte (al 70%) e poi sospese per lasciare spazio ai contagiati e alla conversione dei reparti. Creando un arretrato che quest’estate si è cominciato a smaltire. La Direzione regionale non ha ancora disposto in modo cogente in materia, ma si è limitata ad invitare gli ospedali a programmare la contrazione, scegliendo quali attività sospendere temporaneamente nel caso si ripresentassero scenari di emergenza. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Eugenio Barboglio
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