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26.01.2020

La «truffa del calcio»: colpiti i locali del centro

Colpiti molti locali che  organizzano tavolate  in strada, come Gasparo, Nazareni e Du de la contradaIl «Bianchi» è uno dei locali cui è stato chiesto l’ingannevole aiuto
Colpiti molti locali che organizzano tavolate in strada, come Gasparo, Nazareni e Du de la contradaIl «Bianchi» è uno dei locali cui è stato chiesto l’ingannevole aiuto

I primi a drizzare le antenne sono stati i titolari dell’Osteria Bianchi, tempio del bertagnì, con un post in mondo condivisione su Facebook e tag ad altri colleghi osti e ristoratori del centro, compresi i «vicini di casa» della Trattoria Gasparo. «Attenzione “Truffa” ai ristoratori del centro di Brescia. Un gruppo di bresciani, spacciandosi per una squadra di calcio, richiede somme di denaro in cambio di sponsor e promette di venire tutte le settimane per utilizzare i ristoranti con pranzi convenzionati. In realtà non esistono. Ne siamo stati vittime e così anche altri noti ristoranti e bar del centro. Non fidatevi! Fa male pensare che alcuni nostri concittadini lucrino su chi lavora con amore per la propria città». Come prevedibile, valanga di condivisioni e commenti: alcuni al vetriolo (contro i truffatori), altri di solidarietà e supporto alla causa (dei truffati). Il titolare del Bianchi, Michele Masserdotti, entra nel dettaglio: «Una sera si presenta al bancone questo giovanotto tra i 30 e i 40 anni, con un forte accento della Bassa, che ci chiede un contributo economico in cambio del logo del nostro locale (che sarebbe quindi diventato sponsor della squadra) da affiggere su alcuni striscioni che sarebbero poi stati esposti al campo sportivo della Pavoniana. Proposte analoghe ci erano già arrivate in passato e avevamo sempre accettato di buon grado, per sostenere le realtà bresciane. Troviamo l’accordo e il giorno seguente gli mando il logo su WhatsApp al numero che mi ha lasciato, al quale risultava sempre non raggiungibile. MORALE della favola: il tipo è sparito assieme al logo, agli striscioni e a tutto il resto. Soldi compresi, ovviamente». Cifre? «Fra i 100 e i 200 euro, a seconda degli esercenti». Numerosi quelli «gabbati» e ancor di più quelli con i quali è stata tentata la furbata, un elenco che si allunga di giorno in giorno: secondo quanto riferito da Masserdotti, oltre ai già citati Bianchi e Gasparo, anche Osteria Tananai, Du de la contrada, Nazareni, Martha, Osteria La Grotta, Torre d’Ercole, I Macc de le Ure, Oste Sobrio, Ristorante Al Frate. «Nulla da dire, è stato bravissimo, ci ha fregati tutti: un vero professionista…ora però proverò a fregarlo io, visto che in settimana farò denuncia ai carabinieri». Come ha garantito anche Marco Berardi della Trattoria Gasparo, dove la truffa si è ripetuta con dinamica pressoché identica: «Il ragazzo parlava in dialetto, dava l’idea di essere molto affabile, un tipo del quale potersi fidare…peccato che una volta raggiunto l’accordo, nel quale rientrava anche una cena settimanale da noi con tutta la squadra, ogni giovedì sera, dopo l’allenamento, si sia praticamente eclissato. Al di là dei soldi, sono situazioni che lasciano l’amaro in bocca». In attesa di ulteriori sviluppi, molti amici e clienti ieri hanno provato a rincuorare gli osti brindando con tre dita di bianco come ogni sabato a mezzogiorno oppure con brevi messaggi via social. Emblematico, uno su tutti: «Mi spiace fes! Ma alla lunga paga di più il vostro altruismo che le loro truffe da sfigati». Laconico il commento di Gualtiero Cervati, presidente del Gruppo Sportivo Pavoniana: «Non sapevo nulla di questa storia, mi spiace tantissimo che il nostro nome venga utilizzato per stupidaggini del genere». •

Elia Zupelli
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