CHIUDI
CHIUDI

21.10.2019

«Lavoro 13 ore al
giorno, è dura. Ma
parlare con i clienti è bello»

Fabrizio Tramonti nell’edicola di via Corfù, tra i giornali spicca la foto dei genitori, giornalai prima di lui
Fabrizio Tramonti nell’edicola di via Corfù, tra i giornali spicca la foto dei genitori, giornalai prima di lui

L'importante è lavorare. O meglio, aver voglia di lavorare. Perché svegliarsi ogni mattina alle 5, aprire l'edicola alle 5.40 e lì rimanere fino alle 19.15 è qualcosa che può sì avere a che fare con la passione, ma più di altro richiede dedizione. Poi, visti i tempi di magra con la crisi dei giornali e i profitti sempre più limati, bisogna sapersi rinnovare e, col sorriso, intercettare le richieste dei clienti e riuscire a soddisfarle. SIAMO in via Corfù 87, a Brescia Due. Tra palazzi di uffici, appartamenti e il parco Gallo, da diversi decenni tiene botta la rivendita di giornali - e non solo - di Fabrizio Tramonti, 49 anni. Lui, in realtà, è subentrato ai genitori da poco meno di un lustro. In società con la sorella Cinzia ne è il proprietario. Ma ogni giorno, dall'alba fino a sera - «13 ore di lavoro», rimarca - è lui a interfacciarsi con la clientela. E a resistere in tempi di grande difficoltà che vedono i piccoli e storici chioschi diradarsi. Fra i giornali e le riviste patinate spicca la fotografia di Maria Cristina e Gianpaolo, i genitori di Fabrizio Tramonti. «Questa edicola l'hanno rilevata nel 1993 da due coppie. Erano altri tempi, si lavorava molto bene, dava lavoro a due famiglie. L'avevano presa per me - confida - ma io avevo trovato lavoro in un'agenzia ippica dove sono rimasto per 21 anni. Poi il settore delle scommesse sportive è entrato in crisi, così quando i miei erano in procinto di vendere l’edicola, l’ho presa io. Era il 2014». E oggi, come va il lavoro? «Troppe tasse e poco margine di guadagno», spiega Tramonti mostrando il volantino del sindacato SiNaGi che convoca oggi gli edicolanti bresciani all'assemblea generale sulla «drammatica situazione economica delle edicole». Tante sono le variabili che pesano sul lavoro in affanno. Fabrizio Tramonti cita internet e la vendita dei quotidiani nei supermercati: «Molti clienti vanno a fare la spesa e comprano il giornale. Poi, simpaticamente – aggiunge sorridendo - dicono che mi hanno fatto le corna». Anche la possibilità di accedere a internet dal telefonino ha ulteriormente aggredito la carta stampata. Che resiste – questo è noto – soprattutto tra gli adulti. Clienti giovani, ce ne sono? Fabrizio scuote la testa: «Hanno quasi tutti più di 40 anni. I trentenni comprano il quotidiano solo nel giorno di pubblicazione degli annunci di lavoro. Gli under 30 li vedo di domenica, quando vanno in pasticceria o le altre edicole sono chiuse. Sono pochi. I piccoli, invece, vengono con le mamme per comprare i vari giochi (slime, Barbie, figurine...)». Tra i prodotti cartacei intramontabili: programmi tv, gossip e moda. Ma ce n’è uno capace di conquistare anche i giovani, è La settimana enigmistica. «La nostra fortuna – continua Fabrizio Tramonti – è il modellismo: gli over 45, ma anche i 60enni, acquistano modellini di Formula 1, rally e i commerciali d'epoca. Ma non disdegnano i fumetti...eh, sono dei vecchi ragazzi. Neanche il porno va più. Col cellulare ormai, trovi tutto gratis. Resta solo qualche cliente anziano che immagino non abbia la connessione a internet. E viene ad acquistare anche i dvd», conclude sorridendo. •

Paola Buizza
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1