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17.02.2020

Lavoro e diritti, Rifondazione: «Cambiare è necessario»

Rifondazione Comunista pronta a lanciare la nuova campagna
Rifondazione Comunista pronta a lanciare la nuova campagna

Cambiare non solo è possibile ma è soprattutto necessario. Lo sostiene Fiorenzo Bertocchi, segretario provinciale di Rifondazione Comunista in campo da oltre un mese nella promozione di una nuova campagna sociale dedicata ai diritti del lavoro. «Non si può più rimandare: è impellente la necessità di un cambio di rotta rispetto alle attuali politiche di liberalizzazione e di destrutturazione dell’intero sistema, cause di un aumento delle disuguaglianze sociali», ha spiegato il segretario. FLASH MOB e banchetti (con la possibilità di compilare questionari anonimi sull’argomento) sono stati organizzati, quindi, sul territorio per informare i cittadini e «favorire un ritorno di coscienza» su temi importanti e particolarmente sensibili. Una seconda fase è ora alle porte con attività di sensibilizzazione in città e provincia. «Lo slogan che ci accompagnerà è: “Facciamo come in Francia!” - ha illustrato Bertocchi -. Siamo consapevoli che in Italia sia molto più complicato ma vorremmo portare avanti una mobilitazione simile a quella francese. Vorremmo far cadere quella logica, ormai diffusissima, dell’impossibilità di attuare riforme per mancanza di soldi e secondo la quale tagliare i diritti sia l’unica strada da percorrere. È possibile invece reperire le risorse adeguate con azioni incisive». Un primo passo rappresentato dalla lotta «seria e concreta» all’evasione fiscale. Manovre che permettano lo sviluppo e il ritorno di «un sistema economico che dia dignità ai lavoratori»: abrogazione del Jobs Act e ripristino dell’articolo 18, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, abolizione della legge Fornero e introduzione del salario minimo di nove euro l’ora. Nella nuova fase i rappresentanti della federazione provinciale di Rifondazione Comunista promuoveranno questionari legati questa volta agli infortuni sul lavoro: «La cause principali sono da ricondurre al precariato, causa anche di un indebolimento dell’intera classe operaia e lavorativa – afferma Giampaolo Clemenza, responsabile Lavoro -. Le inchieste ci aiuteranno a fare un quadro più preciso della situazione locale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MA.GIA.
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