CHIUDI
CHIUDI

21.11.2019

Lavoro e disabilità
Brescia si muove
sulla giusta strada

Brescia si sta muovendo positivamente sulla strada dell'inclusione lavorativa per le persone disabili
Brescia si sta muovendo positivamente sulla strada dell'inclusione lavorativa per le persone disabili

«Disabilità e lavoro nel bresciano? Siamo sulla buna strada e i dati sono incoraggianti»: questa è l’estrema sintesi che il sociologo del lavoro Marco Castellani fa della ricerca realizzata sul tema con Luciana Guaglianone del Dipartimento di giurisprudenza dell’università statale di Brescia. Lo studio è stato presentato ieri mattina in università in un convegno alla presenza di diversi soggetti del «Tavolo sulla diversità Osmer» del centro studi universitario, a partire dal problema, individuato dalla professoressa Marzia Barbera che coordinava l’incontro, «della scarsa partecipazione di molte persone con disabilità alla cittadinanza attiva, questione legata alla mancata inclusione dei disabili nel mondo del lavoro».


LA RICERCA acquisisce un valore maggiore se si considera proprio la carenza di dati sull’inserimento dei disabili nel lavoro: a livello nazionale l’ultima indagine di riferimento risale al 2015 e questo «fa capire perché in Italia non esiste una politica per l’occupazione dei disabili», ha denunciato Gianpiero Griffo dell’osservatorio nazionale disabilità. L’indagine parlamentare citata evidenziava come «siano circa 800mila le persone disabili iscritte alle liste di collocamento e gli inserimenti al lavoro non arrivano a 500», ha sottolineato Silvia Stefanovichj della Cisl nazionale. La Lombardia e Brescia sono più aggiornate: Paolo Reboni, della Cisl cittadina, ha proposto «rielaborazioni di dati presi dal quadrante del lavoro di Regione Lombardia che si riferiscono al 2014-2018 – ha spiegato – da cui si evince che gli avviamenti lavorativi di persone con disabilità i aziende in obbligo e non in obbligo durante il 2018 sono stati 1.235, di cui 450 donne e 64 persone extra Ue». In tale contesto l’analisi di Guaglianone e Castellani offre un quadro interessante e che sarà sviluppato non appena i dati saranno del tutto interpretati: «Abbiamo fornito i questionari a 115 datori di lavoro e a 834 lavoratori. Le imprese sono in prevalenza nel settore manifatturiero e nelle classi dimensionali di 36-50 e 51-100 dipendenti. Tra gli 834 lavoratori è interessante notare la discrepanza tra la nozione di disabilità certificate e disabilità percepita; del totale 63 sono sicuramente con disabilità perché hanno dichiarato di esser stati assunti grazie alla legge 68/99 o comunque tramite collocamento mirato, ma questi fanno parte di un gruppo di 254 che ha risposto alla sezione dedicata alle persone disabili». Sul fronte aziende invece lo studio segnala come «il 70 per cento dei datori di lavoro non abbia rilevato alcuna difficoltà nel processo di selezione, mentre il restante 30 per cento lamenta soprattutto la problematicità d’individuare la mansione adeguata». Sul perché sia stata effettuata l’assunzione di una persona disabile «nella maggior parte dei casi i datori di lavoro dichiarano di averlo fatto per obblighi di legge, ma ci sono alcune eccezioni, soprattutto nelle aziende medio-grandi, più orientate verso la responsabilità sociale».


DIVERSO il punto di vista dei lavoratori: lo studio evidenzia che «la loro idea di disabilità è legata alla quotidianità e alle misure di inclusione e di sicurezza pratiche. Inoltre, le pratiche d’integrazione in Italia sono mediamente diffuse, valutazione che migliora considerando i rispondenti alla sezione disabili e gli assunti con collocamento mirato». Infine il tema della disabilità sul lavoro si ritiene non particolarmente sentito da parte delle imprese bresciane, con una valutazione più elevata da parte dei rispondenti alla sezione disabili.


© RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1