CHIUDI
CHIUDI

16.06.2019

Le barriere antirumore lasciano una discarica vicino al parco

Pezzi di manufatti di cemento abbandonati sulla scarpataLa rete che delimitava il cantiere spunta dalle sterpaglie Durante i lavori sono stati interrati materiali inerti di vario tipo
Pezzi di manufatti di cemento abbandonati sulla scarpataLa rete che delimitava il cantiere spunta dalle sterpaglie Durante i lavori sono stati interrati materiali inerti di vario tipo

È un vero e proprio angolo di degrado quello che spunta al margine del parco pubblico John Lennon in via delle Trisia al Villaggio Violino. Come emerge dalle foto inviate a Bresciaoggi da Claudio Cavallaro, residente nel quartiere, il cantiere aperto per la realizzazione della barriera antirumore lungo la ferrovia Brescia-Milano, è stato trasformato in una discarica dall'impresa che sta effettuando i lavori. Fin dall'apertura del cantiere, con il disboscamento della scarpata ferroviaria, sono stati interrati tutti i rifiuti presenti per abbandono e inciviltà dei cittadini: plastica, gomme di auto e camion, vetri, latte, inerti di varia origine, ecc. Adesso, a quanto è già stato interrato si aggiungono anche i materiali di scarto dovuti al cantiere in corso: rete in plastica che delimita il cantiere, polistirolo, gomme, cellophane, bottiglie in vetro e plastica, scarti di tubazioni, inerti vari. Per Cavallaro si tratta di un affronto verso i residenti che da un lato sono impegnati a fare la raccolta differenziata, salvo poi trovarsi di fronte dall’altra parte a comportamenti del tutto irrispettosi dell’ambiente come l’interramento di scarti e rifiuti, per quanto si tratti di materiali in larga parte inerti. INSIEME a questa situazione c’è quella della pressoché totale assenza di manutenzione dell’area verde. Dopo la piantumazione, piante e arbusti sono stati abbandonati a se stessi e il taglio dell'erba viene eseguito molto raramente. Spesso gli arbusti sono piegati in quanto i sostegni previsti hanno ceduto o sono spariti del tutto. «Abbiamo cercato di raddrizzare le piante utilizzando i sostegni esistenti ma è servito a poco - spiega Cavallaro -. Hanno bisogno di essere verificate spesso, e non una volta ogni tanto. La ditta che quest’anno ha fatto il primo taglio dell’erba che era ormai più alta delle pianticelle, ha eseguito il lavoro senza intervenire nella sistemazione delle piante». •

Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1