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11.08.2020 Tags: Brescia

Le cattedre
vuote spaventano
ancora la scuola bresciana

Il 14 settembre suonerà la campanella del primo giorno di scuola
Il 14 settembre suonerà la campanella del primo giorno di scuola

Sono 32.212 i docenti di ogni ordine e grado che hanno scelto la provincia di Brescia per fare domanda di supplenza annuale. In Lombardia, prima davanti a Lazio e Campania, sono 104mila dei 753.750 nazionali. È un buon numero, secondo il dirigente dell’Ufficio scolastico Giuseppe Bonelli, che permetterà di riempire i vuoti dell’organico che l’anno scorso erano di 4500 posti e che quest’anno saranno anche di più. L’importante è che i tempi siano stretti. La nuova graduatoria provinciale dovrà essere predisposta al più presto per le nomine che avverranno online e dovranno avere termine il 20 settembre; prima però tutte le richieste dovranno essere verificate dall’Ust e in parte da un gruppo di scuole incaricate ad hoc. Ma le segreterie sono all’osso per mancanza di addetti e per le ferie, inoltre quest’anno sono già alle prese con mille problemi. Il rischio, non nuovo ma più pesante in tempo di Covid, è di non avere tutte le cattedre coperte il fatidico giorno 14 della prima campanella. Precedentemente inoltre devono essere espletate altre operazioni, come le assegnazioni provvisorie e gli utilizzi, poi i passaggi di ruolo. A BRESCIA è spettato un contingente di 501 posti di primaria e infanzia, 1604 di secondaria. Ma non sarà facile coprirli, essendo le graduatorie appunto esaurite in gran parte ed essendo poco corpose quelle dei concorsi rimaste. I buchi, previsti soprattutto nel sostegno, verranno colmati prima con la novità della chiamata celere nazionale, poi con i supplenti; ma quanto tutto ciò potrà essere celere si vedrà. Anche per le supplenze brevi, che saranno più numerose visto che si potrà sostituire dal primo giorno di assenza del titolare, si attingerà alla nuova lista provinciale: se non sarà pronta si utilizzerà la vecchia, con la conseguenza che poi, pubblicato l’elenco, il nuovo supplente scalzerà il vecchio. SOLITI PROBLEMI: è la corsa di ogni anno per giungere sul filo di lana ad un avvio il più possibile tranquillo. A cui si aggiunge stavolta la questione della ripresa in sicurezza e la buona notizia della dotazione economica per posti aggiuntivi decisa dal ministro Azzolina per affrontare le norme anti-Covid. Dotazione che sarà a disposizione delle scuole fino a giugno ma solo alla bisogna, senza una nomina a tempo determinato annuale. Per ora si conosce solamente la ripartizione delle cifre, calcolata per metà sulla popolazione scolastica e per metà sul fabbisogno evidenziato. Una protesta sindacale, firmata da tutte le sigle regionali, mette in evidenza che i soldi destinati alla Lombardia sono pochi, inferiori per esempio a quelli della Campania: «Per l’imminente anno scolastico le risorse previste da Roma saranno pari a 98 milioni circa - scrive il documento -.Per i primi quattro mesi dell’anno ci saranno 38 milioni, che darebbero la possibilità di assumere 5095 collaboratori scolastici oppure 3703 docenti di infanzia-primaria o in alternativa 3406 docenti per la secondaria. Sono fondi che ci sembrano nettamente insufficienti per garantire l’apertura in sicurezza delle nostre scuole e sproporzionato rispetto alle altre regioni. La Lombardia ha il numero più elevato di alunni e di istituti, è quella che è stata più colpita dalla pandemia e dove tuttora è presente il numero maggiore di casi positivi». E che i numeri sembrano davvero sottostimati, basti pensare che solo da Brescia era partita la richiesta di oltre mille non docenti, di 400 insegnanti per l’infanzia, 713 per la primaria, 542 per le secondarie di primo grado e 541 per il secondo grado. E così i problemi restano ancora. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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