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24.03.2019

Le cremazioni oltre quota cinquemila

Il tempio crematorio di Brescia è stato inaugurato nel 2012 a Sant’Eufemia
Il tempio crematorio di Brescia è stato inaugurato nel 2012 a Sant’Eufemia

Soglia delle 5mila cremazioni superate, nuove tariffe per il 2019. Il tempio crematorio di Sant’Eufemia ha raggiunto quota 5364 l’anno scorso: il contratto dice che ora serve una terza linea. O avrebbe senso un altro impianto in provincia, quello di Quinzano ad esempio già approvato dalla Regione, ma ancora in mezzo a mille difficoltà. La convenzione con il Comune, ereditata dal gruppo Altair, succeduto a Sercim, a sua volta subentrata alla Cooperativa Muratori Riuniti, prevede che dopo avere raggiunto le 5mila cremazioni si deve pensare alla terza aggiunta, dopo 8mila alla quarta. E il gruppo che, nato nel 2007, ha già 14 forni crematori nel Paese, più due in costruzione, a Grosseto e Botrugno in provincia di Lecce, ha chiesto all’amministrazione di avviare le pratiche, anche perché Brescia, mentre Quinzano resta al palo, attira non solo i cittadini. L’anno scorso sono state 860 in più, rispetto al 2017, le “operazioni” in città, di cui 843 riguardano le salme che sono oltre il 78 per cento del totale. L’impianto è vicino a scoppiare e l’attesa per i parenti si allunga. «Incidono in modo importante sulla programmazione i numerosi funerali cittadini con famiglie al seguito che richiedono tempistiche dedicate» fa sapere la società tramite il referente bresciano Michele Marinello. IN DICEMBRE sono stati 364 i morti che hanno scelto di diventare cenere, cui si sono aggiunti 93 resti in cassa di cartone e 17 resti ossei, quelli da esumazione o estumulazione. La cifra si ripete più o meno uguale ogni mese. Sia per motivi economici, che di altro genere, le cremazioni sono da tempo in aumento verticale. È un fenomeno dei nostri tempi. Tanto che la holding Altair, nata nel 2007, è diventata spa nel 2018 con capitale sociale 4 milioni. Nel 2016 Altair ha acquisito l’impianto bresciano da Sercim che aveva appena speso 1,7 milioni di ammodernamento e ha ottenuto un allungamento della concessione da 28 a 35 anni. In novembre sono stati rifatti i refrattari dei due forni mentre per il 2019 si prevede una seconda sala del commiato e il proseguimento della sperimentazione delle prenotazioni online. Intanto sono state rese note le tariffe per il 2019, che contemplano una scontistica per i bresciani e i Comuni convenzionati ma che vengono decise a livello nazionale in base al tasso di inflazione programmato, in attesa del riallineamento dell’inflazione reale con quella programmata in ritardo di parecchi anni. Chi vuole portare il suo caro dovrà pagare 595 euro e la dispersione delle ceneri costa 240 euro. Altre tariffe riguardano i resti dai cimiteri, i bimbi mai nati ecc. L’esborso è inferiore alle cifre del cosiddetto “caro estinto” ma non più così basso, anche perché restano le spese dell’agenzia e della cassa mortuaria. •

Magda Biglia
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