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20.06.2019

«Le tracce
ci hanno
concesso libertà»

Maddalena Luraghi
Maddalena Luraghi

C’era una volta che il tema d’italiano non faceva chiudere occhio la notte prima dell’esame. Ora tutti dormono sonni tranquilli, e l’ultima riforma della maturità sembra rendere l’impresa ancora più abbordabile con ampie possibilità di scelta su tracce che i candidati considerano per lo più general generiche. Sicchè sia al classico Arnaldo che al magistrale Gambara qualcuno ha fatto tutto nel minimo sindacale di tre ore esatte. E se avessero potuto avrebbe consegnato anche prima. A bruciare i tempi sono Federico Aparo del corso C linguistico del Gambara e Alessandro Luci della sezione B dell’Arnaldo, entrambi con il tema di attualità su Dalla Chiesa. Il primo affronta l’esame con una media del 6 e tuttavia ammette che si aspettava prove più difficili. Luci è tra il 6 e il 7 e ha colto al volo un argomento «su cui avevo conoscenze personali abbastanza buone e non sono neanche stato a guardare le altre tracce». Ed entrambi accolgono con soddisfazione un esame che abbandona saggi brevi, articoli giornalistici e quant’altro costringeva al rispetto di regole aggiuntive. Meglio essere liberi di scrivere senza troppe pastoie, insomma.

 

COME SEMPRE, però, il difficile è quel che verrà, e le apprensioni si appuntano sulla seconda prova di oggi: «Avrò inglese e tedesco con domande distribuite sulle due lingue e sarà un bel problema», dice Gianluca Piccinelli appena uscito «soddisfatto» dal tema su sport e storia. E soddisfatta del suo lavoro è pure Marisa Rossi della sezione C Gambara che ha trovato la traccia più congeniale nella cultura italiana del ’900: «All’inizio ero un po’ spaesata dalle tipologie diverse rispetto alle simulazioni fatte, ma era tutto fattibile e non mi lamento». Le cose sono andate talmente bene che già si pensa al futuro oltre l’esame. E se Marisa Rossi pensa a Scienze dell’educazione primaria in Cattolica, Stefano Monticelli del corso musicale già si vede sceneggiatore e tenterà l’ammissione all’Accademia del cinema a Milano. Per lui, forte di una media dell’8, il tema su Dalla Chiesa si è rivelato «una passeggiata», né si preoccupa della prova di armonia di oggi. L’esame riformato per l’ennesima volta piace pure a Laura Roversi, sempre del linguistico, che ha scelto «più o meno soddisfatta» il patrimonio culturale della tipologia B: «Queste tracce danno più libertà e la vera sfida sarà la seconda prova», ammette Maddalena Luraghi dall’Arnaldo. Oggi sarà alle prese con la versione di latino e un attinente testo greco (tradotto). «C’è un po’ di ansia – confessa -, ma dopo 5 anni di classico siamo pronti ad affrontare qualsiasi prova e la voglia di uscire è tanta». Lei guarda persino più avanti, all’orale, e con voce fuori dal coro accoglie bene la cancellazione della tesina: «Saremo più liberi di dire cosa abbiamo fatto come persone e non solo come studenti».

 

MA È DAVVERO tra i pochi, perchè a spaventare un po’ tutti è la scommessa della busta: «Il colloquio diventa più imprevedibile e dobbiamo essere bravi a gestire il discorso», dice Matteo Faini dallo scientifico Copernico. Maria Teresa Zanoni è tra le poche all’Arnaldo ad aver scelto, per esclusione, Ungaretti e l’analisi del testo: «Le tracce erano abbastanza generiche ma tutte su argomenti non miei». Anche lei è «un po’ spaventata dalla prova di oggi, tuttavia il testo greco può aiutare se non si è capita bene la versione». Neanche sul fronte dei licei scientifici il tema ha creato apprensioni, ma lì il vero spauracchio è matematica e fisica di oggi. Al Leonardo delle scienze applicate la scelta è caduta sull’illusione della conoscenza della tipologia B. «Si poteva spaziare molto», dice Michele Fiume del corso D. «Sono questioni che mi appassionano», aggiunge Davide Massoli del P. Ed entrambi si dicono «soddisfatti». Come tutti.

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