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16.09.2019

«Liberi di
cambiare l’Italia
con i veri valori»

L’europarlamentare Stefania Zambelli al centro con Rino Polloni Foto della delegazione di Torbole Casaglia con il sindaco SistiLe decine di militanti della Vallecamonica sono arrivati all’alba sul pratone di PontidaLa delegazione della Bassa bresciana ha raggiunto Pontida con due diversi autobusLa delegazione del comune di Travagliato ha vissuto l’intera giornata sotto il palco al centro del pratone
L’europarlamentare Stefania Zambelli al centro con Rino Polloni Foto della delegazione di Torbole Casaglia con il sindaco SistiLe decine di militanti della Vallecamonica sono arrivati all’alba sul pratone di PontidaLa delegazione della Bassa bresciana ha raggiunto Pontida con due diversi autobusLa delegazione del comune di Travagliato ha vissuto l’intera giornata sotto il palco al centro del pratone

Sul pratone, fin dall’alba, sono arrivati in migliaia. Alcuni hanno dormito in tenda, a fianco di quella che tra i leghisti della prima ora è stata ribattezzata «piazza Brescia». Centinaia di bandiere. Un solo slogan, scandito al passo per darsi carica: «Libertà!». E tra i duemila bresciani, forse qualcuno in più, c’è chi si è fatto gli ultimi cinque chilometri di corsa pur di non perdersi il Capitano. «Gli autobus sono rimasti incolonnati fuori Pontida - ha raccontato Marco Rocca dalla Vallecamonica -. Non ricordo un raduno di queste proporzioni. Dalle 60-70 mila persone in su. Tutti sul prato per ribadire che siamo liberi». Se non bastassero gli slogan tra i bresciani c’è anche chi si è portato in processione delle sedie: alzate al cielo sono diventate simbolo «dell’inciucio tra Cinquestelle e Pd». «LA FORZA di essere liberi» viene dopo il «buonsenso al governo» che lo scorso anno festeggiava l’approdo della Lega di Matteo Salvini nella stanza dei bottoni. Diciotto metri di scritta per 10 sotto un palco alto 25 metri. «Ho perso il conto di quante volte ho partecipato al raduno di Pontida – ha raccontato emozionato Rino Polloni, presidente del consiglio comunale di Desenzano e padre della prima Lega bresciana -. Mi ricordo che le prime volte i partecipanti erano poche decine, poi centinaia, poi migliaia, poi sempre di più». Con Polloni l’eurodeputata Stefania Zambelli e gli onorevoli «locali»: Beppe Donina, Simona Bordonali, Eva Lorenzoni, Paolo Formentini e il senatore Stefano Borghesi. Per la regione la prima fila è tutta degli assessori Fabio Rolfi e Davide Caparini, come sempre impegnato nella macchina organizzativa di Pontida. Poi tanti amministratori locali tra sindaci e semplici militanti: «Negli cinque ultimi anni è venuta sempre più gente, da tutta Italia, invadendo anche le strade limitrofe, la collina di fronte, gli spazi intorno - ha raccontato orgogliosa Roberta Sisti, sindaco di Torbole Casaglia -. Lo scorso anno c’era un colpo d’occhio fantastico, una marea umana e il prato non bastava più. E non è bastato quest’anno visto che a Pontida è venuto il mondo intero per ascoltare Matteo Salvini». «La Pontida più partecipata di sempre - ha spiegato Alberto Bertagna, segretario provinciale della Lega -. Sul prato c’era la gente del popolo, non quella del palazzo. Abbiamo ricevuto una grandissima carica». Entusiasmo alle stelle con militanti arrivati fin dai paesi più remoti delle valli per consegnare la loro marcia alla storia. Sì, perché ieri a Pontida i bresciani sono convinti di aver fatto qualcosa di «epico». «C’è chi si è portato avanti arrivando qualche giorno prima per accaparrarsi i posti migliori - ha raccontato l’onorevole Beppe Donina -. Almeno 200 i pullman, mentre per fare spazio i gazebo sono stati spostati dal pratone. Noi dalla valle siamo arrivati con due bus e decine di auto». Chiaro quanto l’entusiasmo post comizio: «Dal palco Salvini ha esplicitato la nostra idea di Italia, fondata su principi ben chiari, quali il lavoro, la famiglia, la sicurezza - ha rimarcato l’onorevole Bordonali -. Temi che in questi giorni di cosiddetto nuovo governo di sinistra non vengono fuori». MA C’È STATO spazio pure per le polemiche dopo le aggressioni subite da Gad Lerner e da un altro collega di Repubblica. Sul tema è voluto intervenire l’onorevole Formentini, vicepresidente della Commissione Affari esteri della Camera e presidente del Protocollo di collaborazione Camera-Knesset: «Né nella Lega né a Pontida c'è stato spazio per l'antisemitismo. Pur non condividendo una sola parola di quanto scrive e dice Gad Lerner, stigmatizziamo senza se e senza ma le offese razziste lanciate evidentemente da un cretino. La Lega è e resta sempre vicina ad Israele. Lavoriamo ogni giorno per migliorare le relazioni tra i nostri paesi». Come dire che l’incidente con i giornalisti è solo un fatto isolato, distante dalla giornata di festa. «I raduni a Pontida li ho fatti tutti, ma gente così non si era mai vista - ha ribadito Fabio Rolfi con Davide Caparini -. Questa è gente vera, appassionata, altro che meet up grillini, piattaforme Rousseau o smorte feste del Pd». • giuseppe.spatola@bresciaoggi.it

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