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21.07.2019

Libri a San
Bartolomeo: se la
lettura non ha età

Le biblioteche bresciane non rappresentano per la città solo un patrimonio culturale immenso ma anche un prezioso contributo alla socialità, alla diffusione della cultura e del piacere di leggere. Anche d’estate: sì perché sono davvero molti gli appuntamenti che in queste settimane i bibliotecari comunali stanno organizzando, in collaborazione con realtà del territorio, per intrattenere i bresciani, con particolare attenzione ai bambini e agli anziani ai quali sono dedicati eventi nei parchi cittadini o a domicilio. In quest’ottica si inserisce l’iniziativa «tante biblioteche per una comunità», della biblioteca di Casazza che ha messo a disposizione Stefano Mariani, 28enne volontario del servizio civile nazionale. Una volta a settimana si reca al centro diurno del vicino quartiere di San Bartolomeo a leggere un libro: «Scelgo prevalentemente libri su Brescia, in modo da coinvolgere gli ospiti con i racconti del loro passato – racconta Mariani – ma ho letto anche altro, come alcuni passi della Divina Commedia». Iniziato a febbraio, con incontri alla biblioteca di Casazza, questo servizio, che prosegue anche in luglio e agosto, ha incluso alcune uscite in città. Ma la mobilità, soprattutto per i più anziani, può risultare un problema, così il giovane ha deciso di recarsi direttamente al centro diurno dove «ogni giorno viene circa una ventina di anziani, dalla mattina alle 16 – spiega Sibilla Ciatti, una delle 5 operatrici comunali che vi lavorano – questa proposta è stata accolta molto bene, quasi nessuno perde l’appuntamento settimanale».

«LA PRESENZA di un giovane è importante, non solo perché si crea un ponte tra generazioni, ma anche perché crea un contatto con le realtà del territorio e noi abbiamo bisogno di collaborazione. Spero si instauri presto con il Punto Comunità da poco aperto nel quartiere», aggiungono le colleghe Tiziana Baratella e Noemi Loda. Gli ospiti confermano di gradire non solo presenziando numerosi, ma anche partecipando attivamente: in occasione della proposta del testo di Lino Monchieri sulle leggende bresciane si sono scatenati i ricordi, sollecitati anche dalle domande di Mariani e delle operatrici. Dal racconto della leggenda della Pendolina per esempio è stato tratto lo spunto per conversare sul Mella e sui fiumi bresciani: «Il Mella è sempre stato pieno d’acqua, si poteva farci il bagno, ma io andavo al Celato, a Mompiano, perché vivevo e vivo lì», ricorda Alessandro Montini, 80 anni, uno dei pochi uomini del gruppo. Angela Salvi, 87 anni, racconta: «Qualche volta ho lavato i panni nel fiume, i lavatoi sono stati costruiti in seguito». Salvi ha gradito molto «la visita in Castello, spero che ce ne siano altre». Fernanda Manassero, 98 anni, carmelitana, è accompagnata al centro dalla figlia: «mi trovo bene», ammette ed è lo stesso per Gabriella Sala, classe 1937: «Si sta bene e ascoltare letture è un modo per continuare ad imparare». Terry Pedercini è la monella del gruppo: «Ogni tanto mi addormento», dichiara; tutto al contrario dell’attenta Maria Clara Turati, maestra in pensione «amante della storia e dei libri soprattutto quelli di storia dell’arte, ma anche i romanzi mi piacciono». •

Irene Panighetti
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