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18.02.2020

Livelli bassi di
istruzione e cultura
Oltre un milione di investimenti

I rappresentanti di Il Calabrone, Teatro Grande, Con i Bambini, Comunità Bresciana e Ust con il vicesindaco
I rappresentanti di Il Calabrone, Teatro Grande, Con i Bambini, Comunità Bresciana e Ust con il vicesindaco

«Batti il cinque!», ti dicono. Una frase passepartout, un gesto simpatico di tanti adulti che ci sanno fare con i ragazzini. Il problema è che a volte questo passaggio di energia da palmo a palmo resta un gesto superficiale. È come dire: «Dai, ragazzo, che ce la fai!». Giusto sotto il profilo delle motivazioni, ma cosa si fa quando i bambini o i ragazzi quella spinta non la trovano? Se il rendimento è basso e va sempre più giù? Cosa accade quando in famiglia il disagio serpeggia sotto varie forme e il minore non sa a quale docente rivolgersi, a quale porta bussare? Da un anno per rispondere a certe lacune esistono due progetti fratelli ma distinti: «Batti il cinque!» (appunto) e «Smart school», profondamente ancorati a Brescia. Nel contrasto alla povertà educativa Fondazione della Comunità Bresciana ha deciso già per quest’anno scolastico 2019/2020 di investire notevoli risorse e impegno, scegliendo come enti attuatori per il primo dei due progetti - che ha un respiro nazionale - la cooperativa sociale Il Calabrone e il Teatro Grande. L’iniziativa ha ricevuto un finanziamento di 2 milioni e 700 mila euro, di cui circa 549 mila destinati al territorio bresciano, a fronte di una spesa locale di 690 mila euro circa. IL PROGETTO è stato selezionato da «Con i Bambini» - partecipata dalla Fondazione Con il Sud -, nata da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Il secondo intervento è l’ulteriore declinazione bresciana della grande battaglia contro la dispersione scolastica. «Stiamo parlando di finanziamenti per 650 mila euro, 400mila dei quali stanziati da Comunità Bresciana tramite le erogazioni territoriali di Fondazione Cariplo e dai donatori della Fondazione» ha spiegato il direttore operativo Ombretta Filippini. Due progetti dal cuore molto simile. Quali le differenze? «Differiscono per il territorio di riferimento e l’età. “Batti il cinque” coinvolge la città e tre istituti comprensivi (Nord 1, Centro 1 e Ovest 2): dai 5 ai 14 anni. “Smart School” viene invece realizzato in provincia attraverso l’ente capofila Il Calabrone: per contrastare l’abbandono scolastico sono coinvolte le comunità montane di Valtrompia e Valsabbia e l’ambito 9 Bassa Bresciana centrale». La volontà è quella di agire da «coprotagonisti degli interventi di Welfare generativo» ha spiegato la presidente di Comunità Bresciana Alberta Marniga. Un piano di intervento che nel primo dei due casi ha coinvolto circa 380 studenti bresciani - alcuni con bisogni educativi speciali e disturbi dell’apprendimento -, 128 gruppi familiari, 300 insegnanti e 150 operatori: sostegno allo studio, attività sportive e laboratori (conoscenza del territorio, dibattiti o «mappe mentali», coding e robotica, produzione video e ciclofficina). BRESCIA è stata la prima tra le città coinvolte (Torino, Lecco, Napoli, Messina) ad aver lanciato il percorso di formazione degli insegnanti: il partner è Università Cattolica. Anche lo spettacolo «Planetario» di Deproducers, 26-27 febbraio al Teatro Grande, è nel progetto. «Così il patrimonio artistico e gli eventi culturali possono essere resi realmente accessibili a tutti» ha detto Laura Castelletti, vicesindaco del Comune di Brescia, che collabora con l’Ust. «Smart School» coinvolge invece 10 enti del privato sociale e 28 istituti scolastici e agisce attraverso due metodologie nominate «piantare fragole» («cambiare il sistema» malfunzionante) e «scavare pozzi» (realizzare «nuove prassi»). La via è quella di aprire la scuola alle comunità e viceversa di coinvolgere spazi culturali e botteghe artigianali per ospitarvi l’esperienza educativa dei giovani. L’obiettivo è creare tre «hub» di riferimento in provincia, ossia opportunità di laboratori all’interno di coworking, biblioteche, aule o siti in cui sia possibile sperimentare le tecnologie e i propri saperi nella quotidianità. Progetti che in Italia, in generale, riguardano mezzo milione di ragazzi. •

Sara Centenari
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