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12.08.2020 Tags: Brescia

Lo sposa per
evitare le botte
ma lui continua: arrestato

Ancora un caso di violenza su una donna. L’intervento della polizia e della magistratura vi ha posto fine
Ancora un caso di violenza su una donna. L’intervento della polizia e della magistratura vi ha posto fine

Più che fiori d’arancio sono stati fior di botte. Violenze subite dalla sposa prima e dopo il matrimonio, al punto che il coniuge è stato arrestato dalla squadra Mobile della Questura di Brescia. I PROTAGONISTI sono un uomo e una donna pachistani. In considerazione di quanto accaduto espressioni come «sposini» o «fidanzati» sembrano del tutto fuori luogo. La denuncia da parte della donna è piuttosto recente:il mese di luglio scorso. Le violenze nei suoi confronti risalirebbero ad almeno un anno e mezzo fa. In mezzo, il matrimonio, una sorta di possibilità data al marito di ravvedersi. Lei, sulla base della ricostruzione degli investigatori, si sarebbe sposata convinta di porre un limite, magari la la fine, alle violenze subite. Ma così non è stato. Lui ha continuato a picchiarla, a minacciarla e lei, stanca, si è rivolta alla polizia. Gli investigatori della Mobile hanno raccolto testimonianze ed elementi atti a sostenere le accuse nei confronti del marito. Il pm ha quindi formulato la richiesta di custodia cautelare in carcere e il gip l’ha accolta. Due giorni fa è quindi stato arrestato. Dalla ricostruzione accusatoria è emerso che i due coniugi avrebbero vissuto separatamente nel periodo del lockdown. Una separazione che avrebbe indotto la donna, al termine di tale periodo, a provare a riavvicinarsi. Tutto però è andato diversamente rispetto alle aspettative della moglie. Altre percosse, altre intimidazioni si sarebbero quindi aggiunte, sulla base della denuncia, a quelle già subite nei mesi precedenti. In merito gli investigatori avrebbero raccolto testimonianze e confidenze su quanto accaduto. La vittima delle violenze avrebbe però trovato l’appoggio dei familiari. I fatti, secondo quanto appurato dalla Mobile, accertato dal pubblico ministero e riportato nell’ordinanza, sarebbero avvenuti nella zona occidentale di Brescia. Il marito della parte offesa si trova ora nella casa circondariale Nerio Fischione di Brescia e deve rispondere di atti persecutori e di privazione della libertà personale. Una brutta vicenda, quindi, che forse sarebbe potuta sfociare in situazioni ancora più gravi se non fosse intervenuta prima la squadra Mobile e poi la magistratura. Ora vi saranno certamente ulteriori accertamenti per definire nei dettagli la vicenda, i cui contorni restano comunque inquietanti e ripropongono il problema della violenza di genere , ma anche di altro. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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