CHIUDI
CHIUDI

19.11.2019

Loggia - Locale,
è guerra ma
garantiti i servizi

Il presidio organizzato sotto il portico della Loggia FOTOLIVE
Il presidio organizzato sotto il portico della Loggia FOTOLIVE

Loggia e Rsu sono davvero ai ferri corti sul contratto di lavoro. E in prima linea ci sono gli agenti della polizia Locale. La vertenza sindacale tra Comune e rappresentanza sindacale unitaria dei 1.700 dipendenti è a un punto morto, e i lavoratori ieri hanno protestato con un sit in sotto il palazzo della città. Rinnovano la loro disponibilità a un incontro a stretto giro, tuttavia mercoledì mattina si riuniranno in assemblea generale e non è escluso che decidano forme di lotta più incisive. Vigili in testa, però, assicurano che non interromperanno il servizio, e il primo atto sarà informare la Prefettura che «le sue raccomandazioni tese a incoraggiare la ricerca del dialogo sono state disattese» dall’Amministrazione.


«DOPO MESI di continui attacchi, oggi siamo costretti a difenderci dalle prevaricazioni di una dirigenza cieca, senza prospettive e con scarso senso di responsabilità sociale», scrivono i rappresentati di Cgil Funzione pubblica, Fp-Cisl, Uilfpl, Diccap e Orma. Per i quali, «attaccare indistintamente i lavoratori pubblici rappresenta l’unico modus operandi di amministrazioni di ogni colore per comprimere i diritti, esternalizzare e ridurre la qualità dei servizi». Oggetto del contendere sono almeno tre questioni. La prima riguarda il trattamento economico delle 11 festività infrasettimanali dei circa 400 turnisti, 280 della Locale e altri 70 di trasporti sociali, centralino, Gabinetto del sindaco, segreteria della Loggia. Ora vengono pagate con una maggiorazione del 30% e con recupero obbligatorio di 7 ore per non sforare il numero massimo di giornate lavorative. «I vigili turnisti propongono la rotazione tra tutti i loro colleghi – spiega la Rsu - per evitare lo sforamento delle giornate e conseguente obbligo di ferie».


CHIEDONO alla Loggia di organizzarsi in attesa del nuovo contratto, ma il palazzo nicchia. Altro problema spinoso è la progressione di carriera, «basata solo su valutazione dei capi area». Il sistema è ritenuto iniquo, poiché i parametri non sarebbero omogenei. E siccome tutti finiscono in un’unica graduatoria, alcuni settori con dirigenti di manica stretta «restano sempre indietro». Altra sollevazione di scudi ha suscitato il riconoscimento del lavoro festivo. Per fare solo l’esempio del centralino, «è sempre rimasto chiuso negli ultimi 20 anni – sottolinea la Rsu -, ma l’Amministrazione ora ha imposto di lavorare un quarto d’ora in più al giorno per guadagnarsi la chiusura festiva». Un atto unilaterale che i sindacalisti temono si ripeta con la perdita del salario accessorio in caso di firma tardiva del contratto. Su tutto, i lavoratori denunciano la linea del «tagliare a tutti i costi», come nel caso dei servizi per l’infanzia dove «si intenderebbe mettere in discussione il precedente accordo sindacale sullo svolgimento dei centri estivi da parte degli educatori del Comune». Aggiungono che i fondi per incrementare la produttività si sono ridotti a «meno della metà dei 150 mila euro previsti», e che le assunzioni procedono con «lentezza nonostante si possano coprire per legge tutti i pensionamenti almeno in termini di spesa».

MI.VA.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1