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17.10.2020 Tags: Brescia

Lombardia blindata Locali chiusi alle 24 e lezioni a distanza

Aumenteranno i banchi vuoti nelle aule delle scuole bresciane
Aumenteranno i banchi vuoti nelle aule delle scuole bresciane

Didattica a distanza fortemente raccomandata per l’università e alternata a quella in presenza per le scuole superiori per non pesare sul trasporto pubblico, con orari differenziati negli ingressi a scuola; chiusura di bar e ristoranti alle 24 e non solo nei week-end; in queste attività il consumo di cibi e bevande dopo le 18 è consentito soltanto al tavolo mentre a partire dalle 18 è vietata la vendita per asporto di qualsiasi bevanda alcolica da parte di tutte le tipologie di esercizi pubblici nonchè da parte degli esercizi commerciali e delle attività artigianali. E ancora: stop a tutto lo sport dilettantistico di contatto e chiusura delle sale scommesse, sale giochi e sale Bingo. Queste le decisioni più importanti prese ieri dalla Regione Lombardia per fronteggiare la nuova emergenza con un’ordinanza che resterà in vigore fino al prossimo 6 novembre. A PREOCCUPARE, come ha confermato lo stesso presidente della Regione Attilio Fontana, è la situazione di Milano e in parte anche quelle di Varese e di Monza dove la curva dei contagi sembra essere sfuggita di mano. Ecco perchè sulle nuove disposizioni non tutti i sindaci si sono detti d’accordo anche se alla fine il documento inviato al Cts è stato approvato da tutti i presenti alla riunione, che ha visto presenti Regione e rappresentanti dei Comuni. Prendiamo la scuola: tutti d’accordo sulla didattica a distanza per gli studenti universitari esclusi gli specializzandi che non possono non frequentare aule e laboratori; ma è sulle superiori che si è acceso il dibattito visto non tutti erano propensi a far adottare la didattica a distanza anche alle ultime tre classi dei licei lasciando invariata la presenza in classe dei iscritti ai primi due anni. Così si pensa ad una sorta di scaglionamento che non peserebbe più di tanto sui bilanci delle aziende del trasporto pubblico e che abbasserebbe il rischio di nuovi contagi da Covid, una soluzione peraltro che nel Bresciano è stata anche già sperimentata. Tra le proposte che la Regione, sentiti i sindaci, ha presentato al Comitato Tecnico Scientifico c’è anche lo stop allo sport dilettantistico da contatto: dal calcio, al rugby, al basket e via dicendo. Solo i professionisti vengono esclusi dalla chiusura. Si teme in sostanza che il giocatore dilettante possa contagiarsi e poi portare il virus sul luogo di lavoro o di studio e viceversa. Gli sport di contatto vengono considerati dunque situazioni potenzialmente a rischio. Infine la partita sui locali e il cosiddetto coprifuoco. Era emerso un dubbio nel confronto di ieri pomeriggio riguardo non solo gli orari di chiusura ma anche il timing. La chiusura di bar e locali alle 21 non convinceva, visto che rischiava di sollevare un’ondata di proteste soprattutto se in vigore per l’intero arco della settimana. Allora si era pensato a che a chiudere alle 21 nei week-end e alle 22 nei restanti giorni della settimana. O in alternativa chiusura alle 22 sette giorni su sette. Alla fine invece si è optato per le 24 ma adottando un altro importante provvedimento: dalle ore 18 fino alla chiusura i bar e gli altri locali potranno servire solo clienti seduti ai tavoli. Si tornerebbe così all’impossibilità di consumare al bancone o i piedi fuori dai locali. Anche sotto questo aspetto Brescia, si può dire, si era già in un certo senso «portata avanti». SULLE ALTRE IPOTESI sul tavolo sindaci e Regione aspettano eventuali decisioni del Governo. All’ordine del giorno, per quanto riguarda la Lombardia, non ci sono ipotesi di chiusura per palestre, cinema, teatri, saloni di bellezza e parrucchieri. Sarà il Governo a dover decidere su queste attività già chiuse, per altro, durante il primo lockdown. Come si vede il problema vero e più difficile su cui trovare linee di intervento comune è proprio la scuola e lo dimostra la polemica innescata dal presidente della Regione Campania De Luca. Al Pirellone di Milano ma anche in tutti i comuni lombardi non c’è nè la volontà nè la voglia di rimandare tutti gli studenti a casa. Qualcosa bisognerà pur fare soprattutto la dove la curva dei contagi rischia di finire fuori controllo. Ma francamente non sembra, allo stato, il caso di Brescia. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Riccardo Bormioli
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