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21.09.2019

Ma sullo sfondo c’è già la minaccia del ricorso

I vertici dell’Aler alla conferenza stampa per presentare il bando
I vertici dell’Aler alla conferenza stampa per presentare il bando

Uscito il bando, arriva la prima impugnazione. Mirko Lombardi, tra l’altro ex consigliere nel Cda Aler, ha pronto un ricorso alla Corte dei conti per danno erariale. «Tempo che gli avvocati aggiornino il testo con i dati del bando – assicura –, e partirà». Lombardi sottoporrà ai giudici contabili un doppio ordine di danno. Il primo è relativo alla “distruzione” del valore patrimoniale della torre, pari a 13,5 milioni secondo perizia della Camera di commercio di qualche anno fa, comunque iscritta per 7 milioni nel patrimonio Aler, e ora deprezzata a 1,350 milioni «perché i tecnici, anche indipendenti, hanno valutato non il valore patrimoniale bensì la congruità dell’intera operazione, che per reggere non poteva sostenere un prezzo di acquisto più alto». Il secondo danno, invece, attiene allo svuotamento della torre stessa «da parte della Giunta Paroli per capriccio politico ideologico», con perdita di 6 anni di canoni, che lui calcola mediamente in 250 euro al mese per ciascuno dei 195 alloggi. «La Cimabue è identica – dice –, è abitata e dà reddito». Non per ultimo, segnalerà che l’alienazione consegna a privati un bene realizzato con i fondi Gescal, «quindi con i soldi dei lavoratori trattenuti in busta paga». E che parte pure dal «presupposto sbagliato di poter vendere uno stock di 250 alloggi con un mercato fermo e oberato da un eccesso di invenduto». Il da farsi, secondo Lombardi, è spendere «non più di 6 milioni per riqualificarla e metterla a reddito con un’offerta di edilizia popolare e alloggi per forze dell’ordine eccetera, recuperando centinaia di migliaia di euro all’anno di affitti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

MI.VA.
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