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06.06.2020 Tags: Brescia

Maniero, in 20 pagine i perché della condanna a quattro anni

Depositate, a 24 ore dalla sentenza, le motivazioni della condanna di Felice Maniero
Depositate, a 24 ore dalla sentenza, le motivazioni della condanna di Felice Maniero

Sono bastate meno di 24 ore. Per un tempo infinitamente più lungo invece, sulla base della sentenza di primo grado, Felice Maniero ha compiuto reati che gli sono costati la condanna a quattro anni di reclusione. Soprattutto maltrattamenti in famiglia, vittima l'ex compagna. LA SENTENZA è stata letta giovedì scorso, e già ieri il deposito delle motivazioni, scritte dal presidente della prima sezione penale Roberto Spanò e raccolte in venti pagine. «Il giudice ritiene - scrive il magistrato - che gli elementi raccolti» a carico dell'imputato «consentano di ritenere accertata al di là di ogni ragionevole dubbio la penale responsabilità rispetto all'intero fronte dell'imputazione. Il resoconto offerto dalla persona offesa si è infatti dimostrato affidabile per la ricchezza ed analiticità degli episodi riportati, la coerente reiterazione nelle diverse sedi, l'elevato coefficiente di realismo e verosimiglianza e, infine, l'armonico intreccio con i portati testimoniali. A tutto ciò devono aggiungersi le sia pur parziali ammissioni dell'imputato». Ma per il magistrato è rilevante anche che «a garanzia della genuinità della deposizione vi è il fatto che la parte offesa non abbia dimostrato accanimento o desiderio di rivalsa nei confronti dell'ex compagno, ed anzi abbia posto ben precisi paletti laddove le sarebbe stato facile aggravarne la posizione». Viene in merito evidenziato che l'ex compagna non ha denunciato Felice Maniero. E «le violenze fisiche hanno trovato riscontro nelle deposizioni della figlia». L'ex compagna di Maniero, secondo il magistrato, a un certo punto era «una persona stremata, sopraffatta dalla sedimentazione di prevaricazioni, umiliazioni, e discredito che ne avevano reso penosa l'esistenza». Nella prima parte delle motivazioni il presidente Roberto Spanò ripercorre, attraverso le parole della deposizione della parte offesa, quanto lei avrebbe subito da Felice Maniero. Dai «ceffoni per strada», agli schiaffi in casa, seguiti dalle «flessioni», quindi un «pugno in bocca». Ma non è mancato un« colpo di padella in testa».. Episodi che non sono però mai sfociati in denunce «non per paura di ritorsioni, ma semplicemente perchè non era una persona vendicativa». Felice Maniero ha «sostenuto che i fatti riferiti dalla ex compagna erano solo parzialmente veri». In quanto alla personalità dell'imputato, il presidente Spanò fa riferimento al certificato di casellario «da cui è ricavabile l'alluvionale sequenza di imprese criminali di elevatissimo allarme sociale». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Mario Pari
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