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18.06.2019

Maturità, domani
il tema, molte novità,
solite grane

Studenti alle prese con la prova di italiano
Studenti alle prese con la prova di italiano

Domani saranno in 9300 studenti di 465 classi quinte a sudare sui banchi per la prima prova del nuovo esame di Stato, uguale per tutti, italiano. Giovedì è in calendario la seconda, diversa per indirizzo, e basta, niente più temuto quizzone interdisciplinare. Poi partiranno gli orali con parecchie novità, la più rilevante le famose tre buste fra cui il candidato dovrà scegliere per avere lo spunto da cui partire per un discorso in cui dimostrare la capacità di fare collegamenti. Ognuna delle 233 commissioni della provincia dovrà prepararne tre per ogni studente, più due, sulla base del documento del 15 maggio in cui i coordinatori hanno elencato la storia scolastica pregressa. Obbligatorie saranno domande sull’alternanza scuola-lavoro svolta e su Cittadinanza e Costituzione. Gli studenti paiono temere soprattutto l’orale, anche se qualche ansia si appunta sulla seconda prova in cui verranno concentrate due materie, per esempio latino e greco al liceo classico, matematica e fisica allo scientifico. Domani i ragazzi avranno sei ore di tempo, potranno scegliere fra sette tracce di tre tipologie, analisi del testo, analisi e produzione di un testo argomentativo, riflessione critica su tematiche di attualità. Naturalmente sui siti impazza da giorni il tototitoli. Per gli autori si va dai classici Manzoni, Foscolo, Carducci ai nomi mai usciti tipo Sciascia o Moravia. Sotto la lente sono sempre gli anniversari, dall’allunaggio alla caduta del Muro di Berlino, a Leonardo da Vinci e Martin Luther King. Fra i dibattiti all’attenzione ci sono quelli sull’ambiente e Greta o il cyberbullismo, le fake news.

 

IERI MATTINA nelle scuole si è tenuta la cosiddetta riunione plenaria delle commissioni con i presidenti che hanno dovuto affrontare i cambiamenti, dalle buste alla valutazione. Prima i punti del ciclo scolastico era 25, ora sono 40; ad essi i bravi ne potranno aggiungere 60, 20 per ognuno dei due scritti e 20 per l’orale. Ma il primo problema che si è dovuto affrontare è stata la sostituzione dei docenti impossibilitati. Già ne sono stati cambiati 52, più 18 presidenti, ma altre rinunce potrebbero ancora verificarsi e, come ogni anno, si arriverà sul filo di lana per il completamento del team di esaminatori. Nel pomeriggio i presidenti si sono incontrati al Tartaglia con il dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale, Giuseppe Bonelli, e con l’ispettore regionale Fabio Molinari che terrà d’occhio la regolarità delle operazioni nel Bresciano e nella Bergamasca. A lui si affianca un gruppo di dirigenti di esperienza a cui i commissari potranno rivolgersi in caso di problemi. Bonelli ha raccomandato di «creare un clima di serenità» per gli esaminandi, Molinari ha ribadito il concetto: «Se sono arrivati sino lì, hanno lavorato». Ermelina Ravelli, una componente del gruppo di vigilanza con delega per la Bassa, ha criticato i tempi del Miur. «Gli alunni hanno saputo del mutamento dei punteggi solo due mesi fa, qualcuno che aveva già demandato il suo impegno all’esame avrebbe agito diversamente. Inoltre credo che sarà difficile in questo modo arrivare alla lode, mancando la possibilità di un exploit finale». Claudia Cobri, alla guida del Don Milani di Montichiari ha sottolineato la gran paura dell’orale, con l’incognita busta. «Devo dire che, però, le simulazioni sono servite a tranquillizzare». Anche Elena Lazzari, preside dell’Abba Ballini e reggente del Tartaglia ha insistito sui timori per il colloquio. «Alla fine tutto si risolverà per il meglio, anche stavolta», commenta. Del resto lo dicono pure i numeri: la percentuale degli ammessi ha superato il 95 per cento a livello nazionale e, ogni anno, la fetta di chi dice addio alla scuola secondaria si attesta tra il 98 e il 99 per cento.

Magda Biglia
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