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20.07.2019

Meno minori allontanati E la metà è con i parenti

I bimbi camuni in affido sono 42
I bimbi camuni in affido sono 42

Parlare di affido a Brescia significa anche considerare l’altro grande distretto della provincia, la Valle Camonica. L’Atps (Azienda territoriale per i servizi alla persona) che se ne occupa copre 41 comuni per la gestione dei Servizi Sociali, affido compreso. «NELLA REALTÀ camuna, in questi anni il trend del numero di minori allontanati dalla famiglia è diminuito e l’affido ha consentito di invertire la tendenza di minori collocati in comunità verso minori inseriti in famiglie affidatarie, privilegiando, ogni volta che è stato possibile, l’affido endofamiliare, ovvero nell’ambito della rete parentale», spiega Marianna Angeli, responsabile dell’area minori e famiglia dell’Azienda territoriale per i servizi alla persona della Valcamonica. Il numero totale dei minori in affido familiare nella zona è passato dai 55 del 2016 ai 42 di metà luglio 2019, di cui la metà a parenti e l’altra metà a estranei. Dei 42, 37 sono affidi residenziali, mentre 5 in appoggio. Ad oggi in valle sono attive 31 famiglie ospitanti su un totale di 67 famiglie presenti in database, 24 delle quali disponibili solo alla formula light. ANCHE IN VALLE, il modello organizzativo adottato e affinato negli anni è orientato all’integrazione della famiglia d’origine del minore,. «L’intervento di aiuto ai bambini e ai ragazzi non può escludere la dimensione della famiglia di origine – continua Marianna Angeli -. Il programma è temporaneo e deve durare per il tempo necessario ai genitori per ripristinare le condizioni sufficienti a raccogliere i propri figli». Nelle diverse dimensioni dell’affido, i genitori naturali possono comprendere il senso dell’aiuto e accettarne la realizzazione solo se coinvolti in ogni fase, nel rispetto della responsabilità che appartiene a ognuno dei soggetti coinvolti. «Includere la famiglia di origine - conclude Angeli - significa riconoscere il ruolo primario dei genitori nella vita dei figli, rispettandone l’angoscia che la separazione implica. Ciò permette ai figli in affidamento di tenere insieme ciò che nella realtà si divide e separa, accettando che altri adulti che temporaneamente sostituiscano i propri genitori». Va da sé, spiegano dall’Atps, che durante un affido le relazioni genitori-figli vanno mantenute e sostenute, nelle forme e nei modi adeguati a ogni singola situazione. A volte i tempi si protraggono o si anticipano, in funzione dei cambiamenti che le vicende umane comportano. Una cosa è certa: contare sull’aiuto altrui fa sentire meno soli ed è spesso il motore del cambiamento.

MI.BO.
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