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24.11.2020 Tags: Brescia

Metrò, la Regione
non conferma
i 5 milioni

Il taglio del contributo «una tantum» per il metrò di Brescia  avrà ricadute   sul   trasporto su gomma
Il taglio del contributo «una tantum» per il metrò di Brescia avrà ricadute sul trasporto su gomma

Regione Lombardia non conferma per il 2021 i 5 milioni una tantum per la metro bresciana. La Loggia riduce di altrettanto il contributo di 8,5 milioni che ogni anno dà al trasporto pubblico su gomma per sopperire alla «iniqua» ripartizione regionale delle risorse molto penalizzante per Brescia. Che il bilancio del Comune non fosse in grado, in questi tempi funestati dal Covid, di sostenere ferro e gomma, era prevedibile. E la Giunta Del Bono ha preferito destinare quei soldi alla metro, che solo di gestione costa 17 milioni all’anno, oltre agli oneri finanziari. IL DRASTICO taglio al Tpl è certificato dal bilancio preventivo, che andrà in Consiglio prima di Natale. È la risposta allo schema di bilancio di previsione approvato il 30 ottobre dalla Giunta Fontana, che cancella il contributo una tantum alla metro bresciana. Erano stati 9 milioni nel 2018, 6,5 l’anno dopo, e 5 nel 2020. Zero per l’anno prossimo. Recuperare sui bus «è una scelta dolorosa, ma le estreme ristrettezze di bilancio ci impediscono di versare una cifra così importante al trasporto su gomma che è di competenza regionale. Avremmo voluto continuare a dare i nostri 8,5 milioni per mantenere un servizio di qualità ai bresciani e a quanti gravitano sulla città, ma non siamo in condizioni di poterlo fare e abbiamo preferito sostenere la metro di cui il Comune ha diretta responsabilità diretta tramite Brescia Mobilità», dice il sindaco Emilio Del Bono, che ieri ha annunciato la decisione insieme agli assessori Fabio Capra (Bilancio) e Federico Manzoni (Mobilità). Il previsionale regionale, d’altronde, «non contempla alcun trasferimento di risorse alla metro – spiega Manzoni -, nessuna misura per rivedere i criteri di riparto delle risorse tra i bacini lombardi, nessuno stanziamento aggiuntivo per Brescia sottofinanziata e ancora in attesa dell’attuazione dell’odg approvato all’unanimità dal Consiglio regionale, che impegna la Giunta a misure correttive o integrative dei criteri di riparto». Da qui la decisione. Cosa accadrà? Se le cose restassero così, sarebbe quasi lo smantellamento del Tpl. L’anno prossimo mancherebbero 2 milioni di chilometri su un totale di 8,5 in città e nei 14 comuni dell’hinterland. Una riduzione che «va oltre i margini di efficientamento e razionalizzazione», ammette Manzoni. Tuttavia, seppur dettata da esigenze finanziarie, la decisione della Loggia sembra l’ultimo tentativo per indurre Palazzo Lombardia a rivedere le sue scelte. E non è detto che entro fine anno qualcosa non cambi. A ridosso di Natale lo schema di bilancio della Giunta Fontana andrà in Consiglio regionale, e Del Bono si dice «fiducioso». Sa che l’assessore al Bilancio Davide Caparini è «consapevole» del problema, e che lo sono pure i consiglieri regionali di maggioranza e opposizione. Non è escluso, dunque, che il Consiglio corregga la Giunta e voti un emendamento per ripristinare quanto meno quei 5 milioni venuti a mancare. In tal caso, «con il nostro bilancio approvato, già il 7 gennaio saremo in grado di apportare una variazione per ritornare immediatamente al contributo da 8,5 milioni», assicura Capra. E intanto di variazione ne annuncia un’altra da 2,3 milioni per sostenere Brescia Mobilità, che nel 2020 ha perso circa 10 milioni per mancati introiti, solo per metà ripianati dallo Stato. Certo è che in assenza di ripensamenti sarebbero problemi grossi per l’Agenzia del Tpl che ieri ha incontrato i sindacati che hanno manifestato «una rilevante preoccupazione circa i possibili tagli con negative ricadute anche sul fronte occupazionale, oltre che sulla qualità del servizio nell’emergenza Covid». E anche per questo il vicepresidente dell’Agenzia Corrado Ghirardelli ha chiesto al presidente Bragaglio di «convocare quanto prima una nuova seduta della Conferenza locale del Tpl in cui affrontare prioritariamente il tema delle risorse finanziarie». D’altronde, il nodo doveva venire al pettine. A fronte del 12 per cento della popolazione regionale, Brescia ottiene l’8,6 per cento dei finanziamenti, ed è l’unica città – Del Bono lo sottolinea – che ai 12 milioni della Regione ne aggiunge ben 8,5 per dare ai cittadini un servizio soddisfacente per qualità e quantità. «Il Tpl è competenza tipica regionale e i nostri contributi sono un’anomalia totale – dice il sindaco -. Finora avevamo raggiunto un punto di equilibrio con le una tantum per la metro, ora salta tutto. La Lombardia lamenta scarsi contributi dallo Stato ma il problema è l’equa ripartizione di quel che c’è. Avremmo potuto togliere tutti gli 8,5 milioni ma non l’abbiamo fatto, e siamo disposti a ripristinarli per consentire all’Agenzia di fare il bilancio. Ma in assenza di notizie non avremo alternative». •

Mimmo Varone
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