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25.03.2019

Metrorun, 1200
di corsa e la città
«scorre» in velocità

La città dal finestrino vola a via a 80 chilometri orari, ma non sono nemmeno male i 15 all’ora o giù di li dei podisti più bravi. Sono le due velocità di Metrorun, arrivata ieri alla settima edizione: l’evento, organizzato da San Filippo Runners e Maxi Sport, è nato nel 2013 per celebrare la metropolitana di Brescia, arrivata di recente a 100 milioni di passeggeri mentre sono stati 1200 i partecipanti hanno calcato in superficie il tragitto dei treni sotterranei, per circa 15 chilometri da Prealpino a Sant'Eufemia, con possibilità di fermarsi e percorrere qualche tratto sui sedili della metro. Buona parte dei corridori, però, si è cimentato dall’inizio alla fine: «Magari ti fermi o rallenti, ma tagliare il traguardo è sempre un risultato» afferma Luca Brescia, sportivo per diletto. Ha partecipato insieme all’amico Luca Picinelli, che la domenica non disdegna il riposo: «Non sono un podista, ho iniziato per perdere qualche chilo… però l’attività mi ha preso, è davvero un bel modo di passare una giornata come questa».

SOLEGGIATA, ma non troppo calda: per Metrorun non poteva esserci domenica migliore. Alle 9, fermata Prealpino, divertimento e condivisione riuniscono una folla colorata in pantaloncini e maglietta tecnica: «Sono qui per la compagnia - assicura Massimo Abeni, che aggiunge: - un elemento di competizione c’è sempre, soprattutto con sé stessi». È d’accordo Daniela Reboani, che esibisce un moderno contapassi: «Voglio passare una mattina con la mia famiglia, ma anche vedere fin dove posso arrivare». Compagnia e competizione non si escludono a vicenda, anzi: per molti correre in gruppo stimola a dare di più. Correre per stare insieme, per sfogarsi, per sfidare i propri limiti. Correre per amore della corsa: «Non so descrivere cosa provavo». Ines Pasinelli preferisce camminare, prendendo la metro fino a Vittoria insieme alla figlia e alle nipoti: «Due anni fa ho partecipato insieme a mio marito, che era un centometrista. La passione per la corsa ci ha sempre unito. Ora ho un po’ di artrosi al ginocchio e sono a riposo, così sogno quella sensazione indescrivibile».

CAMMINANDO il tragitto richiede almeno due ore, ma i podisti impiegano molto meno per raggiungere i piloni di Sant’Eufemia. Il primo arriva già verso le 9.50: Sami Riffi, seguito a ruota da Fabio Gala. In pochi minuti ecco Davide Rossetti. I tre vincitori competono a livello agonistico: Riffi e Gala nella mezza maratona, Rossetti nel triathlon: «Eventi come questo sono occasioni di allenamento», confermano i top tre di giornata. Anche la prima donna classificata è una podista che spesso occupa i primissimi posti delle classifiche, ovvero Monica Seraghiti, che precede Vanessa Dallara e Alessandra Guidi. «La corsa mi dà libertà» dichiara Dallara, mentre per Guidi, 48 anni, «è bello vedere premiati i frutti dei propri sforzi». Nell’ora successiva sono arrivati gli altri partecipanti, sudati, esausti e felici: il traguardo della fermata Sant’Eufemia li ha accolti dopo una bella faticata da nord a sud della città, con le vie di Brescia che sono passate sotto i loro piedi in velocità. Per tutti rinfresco con cibi e bevande, e la meritatissima festa prima di tornare a casa: in metropolitana, naturalmente.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Anna Castoldi
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