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20.02.2020

Mezzo secolo di
Sante Croci. Al via
il Giubileo straordinario

La presentazione del Giubileo: la Compagnia dei Custodi delle Sante Croci è stata fondata nel 1520
La presentazione del Giubileo: la Compagnia dei Custodi delle Sante Croci è stata fondata nel 1520

Un altro Giubileo, questa volta straordinario. Un nuovo «tempo santo» da vivere in comunione gli uni con gli altri, un’occasione per riscoprire il valore della misericordia e il bene della riconciliazione. Sono i presupposti su cui si fonda il Giubileo che il vescovo Pierantonio Tremolada ha illustrato chiedendo «attenzione e condivisione» così che i 200 giorni in cui si svolgerà – inizia il 28 febbraio e si conclude il 14 settembre alla presenza dell’arcivescovo di Milano monsignor Mario Delpini – «siano ricchi di grazie e benedizioni». Lo straordinario evento ricorda al mondo che da cinquecento anni, a Brescia, esiste e si impegna la Compagnia dei Custodi delle Sante Croci, oggi una libera associazione, ma all’inizio un ordine cavalleresco fondato con lo scopo di amministrare e salvaguardare lo straordinario tesoro custodito nel Duomo Vecchio della città. Tutto è iniziato il 3 marzo 1520, quando monsignor Mattia Ugoni, per conto dell’allora vescovo Paolo Zane, chiese al Consiglio Comunale una sovvenzione «per consentire alla confraternita costituita in onore del tesoro delle sante Croci custodito in Duomo» di operare per il suo decoro e la sua salvaguardia. DA ALLORA la Compagnia dei Custodi «ha supportato le operazioni di gestione, salvaguardia, amministrazione e difesa del tesoro». Oggi la Compagnia, che annovera oltre 290 confratelli, continua la sua opera. In particolare cura le due esposizioni ordinarie annuali del tesoro, una l’ultimo venerdì di Quaresima e l’altra il 14 settembre, Esaltazione della Santa Croce. «Il Giubileo straordinario – ha spiegato il vescovo Pierantonio – è esperienza della grazia di Dio, significa riscatto e riconciliazione, esalta la Croce come segno della misericordia di Dio verso l’umanità, dice che nella Croce risiede la sorgente della grazia». Il Giubileo inizierà il 28 febbraio alle 20.30 in Cattedrale con la processione dal Duomo Nuovo al Vecchio e l’ostensione delle Sante Croci. Fulcro del Giubileo è il pellegrinaggio che ciascun fedele è chiamato a fare nel Duomo Vecchio. Però, pur restando un fatto essenzialmente religioso, il giubileo chiama la città dell’uomo a rendere testimonianza al sacro. «Il Comune annovera l’evento tra quelli che caratterizzano la vita della città, sia dal punto di vista religioso, sia da quello civile» ha sottolineato l’assessore Valter Muchetti. Di organizzazione degli eventi hanno parlato il presidente della Compagnia dei Custodi Filippo Picchio Lechi («i Quaresimali sono l’appuntamento più vicino e irrinunciabile»), il direttore dell’Ufficio missionario don Roberto Ferranti che ha annunciato una veglia di preghiera dentro il giubileo per ricordare le suore morte in Congo per il virus Ebola, il vicario episcopale monsignor Gelmini («domani, giovedì, ci svolgerà l’incontro per i presbiteri e i diaconi»), il direttore dell’ufficio liturgico don Claudio Boldrini («ogni momento del Giubileo sarà arricchito da gesti liturgici solenni»). «Ospiteremo la presentazione del libro “Sette crocifissi per sette parole di Gesù in Croce” e anche l’anteprima dello spettacolo teatrale dedicato alle Spine» ha detto il direttore del Museo Diocesano monsignor Gabriele Filippini. «I fedeli troveranno risposte guardando l’altare e la Croce, quella detta del Pedrina, sempre esposta alla devozione», ha aggiunto il cappellano della Compagnia dei Custodi don Ivo Panteghini. Non manca la voce degli oratori e dell’Acec: una per dire che i giovani sono interessati all’evento, l’altra per elencare le tappe di «Spine». Don Adriano Bianchi, direttore dell’Ufficio Comunicazioni, raccomanda a parrocchie, gruppi e fedeli di prenotare le visite ma anche di partecipare liberamente «perché il Giubileo non pone limiti». • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Luciano Costa
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