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08.06.2019

Muore carbonizzato nel rogo divampato nella ex Bisider

I vigili del fuoco al lavoro per spegnere l’incendio in via Eritrea
I vigili del fuoco al lavoro per spegnere l’incendio in via Eritrea

Fumo e fiamme e si sono spigionate intorno alle 14 all’interno della ex Bisider di via Eritrea, in città, uno stabilimento abbandonato da tempo e diventato il rifugio per senzatetto e sbandati in cerca di riparo. E il corpo semicarbonizzato che i Vigili del Fuoco hanno recuperato poco dopo all’interno di uno degli uffici trasformati in stanza potrebbe essere quello di un senzatetto. Difficile stabilirlo viste le condizioni in cui è stato ritrovato il cadavere. Qualche elemento in più potrebbe arrivare all’inizio della prossima settimana quando dovrebbe essere eseguita l’autopsia sui resti della vittima così come ha disposto il pm di turno, il sostituto procuratore Corinna Carrara. DI CERTO C’È che si tratta di un uomo. I soccorritori lo hanno trovato in una stanza al primo piano della palazzina che si affaccia da un lato su via Eritrea e dall’altro su una sorta di cortile interno. Il corpo, quasi completamente carbonizzato ad eccezioni di alcuni parti soltanto ustionate, era sdraiato sui resti di un materasso. Dei documenti della vittima nessuna traccia, le fiamme potrebbero infatti averli distrutti. Tutto intorno al cadavere cumuli di spazzatura andati a fuoco e quello che agli uomini della Scientifica della questura di Brescia è sembrato un piano di cottura su cui sembra ci fosse una pentola. Saranno solo i rilievi fatti dagli agenti a provare a spiegare le cause del rogo che ha divorato per intero la stanza e provocato anche un parziale crollo del tetto. LUNGHE le operazioni di spegnimento del rogo tanto che la polizia Locale ha dovuto chiudere al traffico via Eritrea. Tre le squadre di Vigili del Fuoco che hanno lavorato sui due lati e all’interno dell’edificio per avere la meglio delle fiamme e consentire l’intervento prima del personale del 118 e quindi quello della Mobile e dell’ufficio Volanti della questura. «In questo momento non si può escludere nulla - ha spiegato il dirigente della Mobile Alfonso Iadevaia al termine del suo sopralluogo - All’interno non c’era odore di benzina o liquido infiammabile, ma è ovviamente ancora troppo presto per formulare ipotesi». Già nelle prossime ore la relazione dei Vigili del Fuoco dovrebbe fornire qualche elemento in più agli investigatori. Per ore Vigili del Fuoco, Scientifica e polizia Mortuaria hanno lavorato per eseguire i rilievi e quindi recuperare i resti carbonizzati della vittima che sono stati portati all’esterno della palazzina utilizzando una scala. SOLO POCO PIÙ di un mese fa, era la sera del 28 aprile, nello stesso edificio abbandonato a perdere la vita, stroncata da un malore, era stata una donna di 40 anni. A dare l’allarme era stato un altro dei disperati che quella sera occupava gli spazi della ex Bisider. Nel settembre 2017 un altro incendio aveva lesionato l’edificio. In quella occasione non si registrarono vittima: tre senzatetto riuscirono infatti a mettersi in salvo in tempo. Questa nuova tragedia riporta all’attenzione la questione delle aree industriali abbandonate che soprattutto in questa porzione di città sono diventate un rifugio per gli ultimi. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Paolo Cittadini
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