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18.08.2019

Museo di scienze, il trasloco può attendere

Nuove attività in arrivo per il Museo di scienze di via Ozanam
Nuove attività in arrivo per il Museo di scienze di via Ozanam

Due nuovi laboratori, per dimostrare che «il museo di scienze è vivo, anche in questa fase di transizione, durante la quale vogliamo riproporre le attività del passato e svilupparne altre»: con queste parole Paola Solfitti, responsabile del Museo di scienze, descrive le novità che nei prossimi mesi coinvolgeranno il Museo, nella attuale palazzina di via Ozanam, in attesa del trasferimento (previsto tra 4 anni) nella nuova sede presso il comparto ex Caffaro, nel contesto della pianificazione urbanistica del progetto «Oltre la strada». La partecipazione ad un bando regionale per «progetti di miglioramento di sedi, strutture e attrezzature di istituti e luoghi della cultura e siti Unesco per gli anni 2019 e 2020» (di cui si dovrebbero sapere gli esiti agli inizi di settembre) persegue proprio l’obiettivo di far diventare il Museo sempre più un luogo all’avanguardia per l’alfabetizzazione naturalistica dei bresciani di qualsiasi età e un luogo di sensibilizzazione ai valori del paesaggio, della biodiversità, della tutela ambientale. «Le attività didattiche con le scuole sono sempre state il nostro punto di forza – continua Solfitti – con il progetto Science Lab intendiamo fare un salto di qualità e coinvolgere anche le istituzioni educative superiori, come l’università, nonché le realtà del territorio, con le quali instaurare collaborazioni ancor più stringenti». L’idea è quella di riprogettare gli spazi della struttura di via Ozanam, individuando settori di circa 60 metri quadri ciascuno per l’allestimento fisico dei due laboratori, che saranno dotati delle strumentazioni necessarie: «Vogliamo comprare strumenti nuovi, adatti ad una didattica innovativa, non più basata tanto sull’ascolto quanto sul fare, sulla manipolazione di materiale naturalistico (sia fresco, sia proveniente dalle collezioni del Museo) e sulla successiva costruzione di un percorso scientifico particolarmente attento al metodo sperimentale», spiega Solfitti. A TAL FINE, pure durante i giorni delle ferie di agosto, il gruppo di lavoro è attivo per la progettazione dettagliata, includendo anche l’apporto delle biblioteche della zona comprese nella zona del Parco delle colline, degli esperti del settore Verde pubblico e Sostenibilità ambientale del Comune e altre realtà cittadine che si occupano di educazione ambientale. Da settembre a dicembre si vogliono allestire gli spazi, effettuare gli acquisti di materiale tecnologico, didattico e gestionale, per partire a gennaio con i laboratori per le scuole. I costi del progetto sono in parte coperti da fondi comunali, ma la vittoria del bando regionale sarebbe ovviamente un aiuto notevole: il costo complessivo è di 115mila euro, di cui 57mila e 500 finanziati dal contributo regionale e l’altra metà da risorse comunali che, come recita l’apposita delibera di giunta dello scorso luglio, «troveranno copertura negli stanziamenti del bilancio 2019/2021, esercizi 2019 e 2020». Tutto ciò non tiene conto delle voci sulla vendita dell’attuale sede di via Ozanam al gruppo San Donato, che gestisce la clinica Città di Brescia, vicina al Museo, o agli Spedali Civili che ne farebbero un polo pediatrico. Rumors che seguono le perplessità espresse di recente dall’ex assessore al verde Gianluigi Fondra, che fa parte dell’associazione «Amici del museo di scienze» e che nel 2015, da assessore, seguì una prima trattativa in proposito. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Irene Panighetti
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