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19.04.2019

Musil, verso l’acquisto della sede di Rodengo

Un render della nuova sede del Museo dell’industria e del lavoro, nel Comparto Milano
Un render della nuova sede del Museo dell’industria e del lavoro, nel Comparto Milano

Essere testardi a Brescia. Come lo fu Gino Micheletti, come sono stati coloro che ne hanno raccolto l’eredità. Si attende a giorni la sentenza del Consiglio di Stato sul solito ricorso dell’impresa arrivata seconda ma pare che, dopo 40 anni dall’idea e 15 dalla firma di un accordo per la realizzazione del Musil, il Museo dell’industria e del lavoro intitolato a Eugenio Battisti, si possa cominciare a pensare all’apertura del cantiere nella Ex Tempini entro l’anno. Per ora sono attive le succursali di San Bartolomeo, Cedegolo e di Rodengo Saiano, che però è problematica. «È UNA STRUTTURA ineliminabile, ed è scritto chiaro nell’intesa interistituzionale del 2005. Abbiamo deciso di comprare l’edificio di proprietà della società Primavera del Gruppo Colosio per un milione, ci pare una soluzione più sicura di un affitto, col rischio magari di un trasloco che ci costerebbe la metà di quella cifra. Il contratto di affitto è scaduto nel 2016, ma siamo coperti fino a tutto il 2018, ora si tratta di ottenere l’approvazione da parte dei nostri firmatari istituzionali e l’assenso della proprietà» spiega Aldo Rebecchi, presidente della Micheletti. Il progetto dell’allestimento è stato presentato ancora una volta in Regione all’inizio della settimana. Unico in Italia nel suo genere, il Musil si pone come esempi simili recuperi a Bordeaux, Barcellona, Bristol, Augsburg e a Milano, il Base ex Ansaldo. Avrà più parti, la Torre di 50 metri quadri, il Foyer di 750, l’esposizione permanente di 2.400, la galleria del Novecento di 400, la vetrina dell’innovazione di 580, più la Casa Bottega e il laminatoio, la ristorazione. Non solo mostra, vuole essere vetrina di innovazione, con studi, co-working, laboratori, collection centre, spazio kids, biblioteca per un totale di 1.400 mq. Il patrimonio documentale fin qui raccolto è ricchissimo: 200mila imagini, 100mila volumi, 15mila testate, 7mila manifesti, 3mila cartoline, 6.500 pellicole, 3.500 buste di documenti, 1.500 fra bobine e cassette, 1.100 videocassette, 2.500 oggetti. Fin dall’ingresso si accenderà la meraviglia con i grandi reperti novecenteschi, la prima roulotte italiana, l’autoblindo coloniale, la Fiat Ansaldo, la caldaia a vapore Tosi, la rotativa storica dell’Avanti. Ma nella galleria lunga 100 metri sarà impressionante la sfilata di macchinari d’epoca, dal telaio jacquard Guizzi al compressore Breda, il laminatoio Franchi Gregorini, la titolatrice Gamma Film. Rigore scientifico e spettacolarità, interattività multimediale, scenografie, musiche, più la forza narrativa delle cose, mute testimoni della storia, intendono fare del Musil un pezzo grosso della museografia moderna europea. Ieri si è segnato un importante passo avanti con la nomina del presidente, un imprenditore, che diventa secondo rappresentante di Aib nel Consiglio di indirizzo assieme a Federico Ghidini, presidente dei Giovani Imprenditori di Confindustria Lombardia. Il loro impegno è di portare il mondo industriale bresciano nell’avventura, della realizzazione e della gestione successiva. • © RIPRODUZIONE RISERVATA

Magda Biglia
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