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31.07.2016

Musulmani bresciani in chiesa per la pace

Il Duomo di Brescia nel quale l’imam Hamid Abd al-Qadir Distefano porterà il suo saluto di pace FOTOLIVE
Il Duomo di Brescia nel quale l’imam Hamid Abd al-Qadir Distefano porterà il suo saluto di pace FOTOLIVE

C’è anche Brescia fra le città dove questa mattina gli esponenti dalla Co.Re.Is (Comunità Religiosa Islamica) Italiana porteranno il loro saluto di pace nelle chiese in occasione della messa. Alle 10 l’imam Hamid Abd al-Qadir Distefano sarà accolto in Cattedrale dal parroco del Duomo monsignor Alfredo Scaratti e da padre Mario Toffari, direttore dell’Ufficio Migranti della Diocesi.

È un’iniziativa nata dopo quanto avvenuto martedì nella chiesa di Saint Etienne du Rouvray nella quale padre Jacques Hamel è stato sgozzato durante la messa da terroristi islamisti.

Oltre a Brescia il gesto di vicinanza ai cattolici dei musulmani della Co.Re.Is si ripeterà anche nella chiese di Agrigento, Bormio, Genova, Milano, Fermo, Manduria, Novara, Palermo, Piacenza, Roma, Siena, Sondrio, Verona, Vicenza. Alla Comunità Islamica fondata nel 1993 e che ha come figura di riferimento intellettuale René Guénon, fanno riferimento soprattutto diversi italiani che si sono convertiti all’Islam a cominciare dall’imam Sergio Pallavicini. Si è costituita per dare un volto e un’ufficialità all’Islam in Italia, al riparo dalle contaminazioni ideologiche che sembra contraddistinguere l’Ucoii, l’Unione delle Comunità islamiche. «Ci sembra fondamentale in questo momento drammatico - spiega una nota della Co.Re.Is - dare con questo saluto dei musulmani d'Italia un segno concreto di profondo rispetto della sacralità dei riti, dei ministri e dei luoghi di culto del Cristianesimo dove i fedeli e i cittadini ricevono le benedizioni della comunione spirituale». Il gesto fa seguito alla presa di posizione dell'Istituto di Alti Studi Islamici (Ihei) francese i cui esponenti oggi parteciperanno alle messe nelle cattedrali e nelle chiese di Parigi, Lione, Marsiglia, Gap, Embrun, Rennes, Lille, Perpignan e Tolone.

«Nel momento in cui alcuni evocano ancora lo scontro di civiltà - sottolinea il documento dell’Ihei -, è nostro dovere ingaggiarci in un autentico sforzo intellettuale e spirituale nello spirito di un riconoscimento reciproco. È a questo sforzo al quale sono chiamati non soltanto tutti i fedeli e le fedeli di qualsiasi confessione o credo, ma anche tutti gli uomini e le donne di buona volontà».

I MUSULMANI francesi, rifiutando ogni forma di violenza, fisica o verbale, e condannando «con la massima fermezza questi atti di terrorismo», prosegue il documento, «si sentono invece parte integrante della società laica, assieme a tutte le sue componenti e alle altre religioni, per contribuire attivamente all'edificazione di una società pacificata, più giusta e serena. Questi avvenimenti tragici ci richiamano ancora di più alla necessità di operare in tal senso. È in questa prospettiva di conoscenza autentica e fratellanza che l'Istituto di Alti Studi islamici continua a lavorare con i suoi fratelli e sorelle delle altre tradizioni religiose e con tutte le componenti della società, in Francia e in Europa».

Naturalmente oggi si vedrà se e in che misura i musulmani in Francia e in Italia raccoglieranno l’invito a esprimere una reale volontà di pace e di solidarietà, e a respingere ogni tentazione fondamentalista che utilizza la religione islamica per alimentare lo scontro di civiltà finendo con il giustificare anche le azioni terroristiche.

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