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08.11.2019

«Nè razzisti, nè
elitari: l’Arnaldo
non è così»

I ragazzi durante l’assemblea improvvisata all’intervallo: alcuni di loro sono stati davvero scossi
I ragazzi durante l’assemblea improvvisata all’intervallo: alcuni di loro sono stati davvero scossi

«Nè razzisti né classisti: la presentazione è stata male formulata e quindi travisata. Gli studenti del liceo classico cittadino Arnaldo concordano pressochè all'unanimità nel commentare quella che ieri era sicuramente la tematica all'ordine del giorno nella scuola di corso Magenta. Dopo aver appreso la notizia la sera di mercoledì via social, chat e passa parola, ieri i liceali non parlavano d'altro, in cortile, al bar ma anche in qualche aula con i docenti: l'infelice descrizione del liceo nel Piano triennale dell’offerta formativa (Ptof) era ormai sulla bocca di tutti. «Gli alunni provengono da un contesto socio-culturale in generale medio-alto, che offre buone potenzialità di formazione culturale e ricchezza di stimoli – si leggeva in uno dei due passaggi al centro delle polemiche, mentre il secondo recitava: - la presenza di studenti con cittadinanza non italiana è numericamente limitata».


PAROLE che sono sembrate nascondere pregiudizi di origine sociale e geografica e che hanno scatenato l'indignazione di ex alunni e adulti dell'intera città che si sono espressi principalmente sui relativi profili social. Eppure, secondo molti attuali liceali, sono termini che non descrivono davvero la vita e il clima dell'Arnaldo. «Si è sollevato un polverone fuori luogo, dal Ptof esce un'immagine neutra della scuola e non una fotografia razzista – ha valutato Stefano Zitelli, rappresentante di classe in Quarta A –. È vero che non ci sono molti studenti di origine straniera, ma questo è un dato di fatto, anche se da quando sono entrato ad oggi sono aumentati». Lorenzo Taglietti, di Quinta B, si è soffermato sull’altro aspetto delicato, ovvero la frase ritenuta classista: «L'Arnaldo non è un liceo per ricchi; storicamente è vero che è stato frequentato da giovani provenienti maggiormente da famiglie benestanti, ma ultimamente ci sono sempre più alunni derivanti da altri contesti sociali».


LE VALUTAZIONI dei due ragazzi si collegano a quelle emerse durante un'improvvisata assemblea durante la ricreazione al centro del cortile interno. Qui Lorenzo Apollonio, Enrico Pilisi e Samuele Morris, di Seconda F, si sono ritrovati con altri compagni di scuola per confrontarsi: «L'Arnaldo non è una scuola elitaria», ha dichiarato Apollonio, Pilisi lo ha un po' smentito: «Per me un po' sì»; ma Apollonio ha incalzato: «È stata presentata male, anche per quel che riguarda il razzismo, sono convinto che il nostro liceo sia di mentalità molto aperta grazie pure ai gruppi di lavoro che da anni riflettono sulle tematiche delle discriminazioni, alla partecipazioni ai vari treni per Auschwitz». Concorda Laura Accah, che ha ricordato «l’opera di volontariato che facciamo in Tanzania per un progetto di solidarietà internazionale». Margherita Mariani e Michela Mezzone frequentano invece una classe in cui ieri mattina «la vicenda è stata discussa insieme ad un professore – hanno raccontato -: siamo giunte alla conclusione che la presentazione è stata scritta male: è vero che ci sono pochi stranieri ma questo non significa che la nostra scuola sia poco accogliente». Anche Benedetta Trenta, della stessa classe, è convinta che «si poteva tratteggiare la realtà diversamente, sottolineando che, seppur con pochi studenti di origine non italiana, l'Arnaldo offre possibilità di integrazione». Stesso discorso per Monica Tonolini e Maria Chiara Pigozzi, entrambe di Quarta D ed entrambe, «scioccate da questa vicenda che però va ridimensionata, la nostra scuola è di mentalità aperta», ha precisato Pigozzi, mentre l'amica ha aggiunto: «La frase sugli stranieri è stata decontestualizzata e non capita».


«ADESSO PERÒ occorre «fare chiarezza magari con un’assemblea di istituto che possa essere convocata nei prossimi giorni», ha proposto Federico Franchina che fa parte del «Kollettivo studenti in lotta», sostenuto da Francesco Federici che, candidato alle elezioni di istituto del prossimo 24 novembre nella lista dal nome «Possibile e ragionevole», ha insistito: «Parlarne è davvero fondamentale». «Anche per «non perdere futuri iscritti», ha aggiunto Viola Bergese di Quinta C.


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Irene Panighetti
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