CHIUDI
CHIUDI

23.05.2019

«Nero piombo» al Nuovo Eden Immagini di una strage politica

Uno degli scatti storici della strage di Piazza Loggia
Uno degli scatti storici della strage di Piazza Loggia

La bomba di Piazza Loggia non è frutto di un isolato atto terroristico: la strage rientra in un preciso piano sovversivo dell’ordine democratico e in un turbolento clima geopolitico profondamente connesso alle tensioni della Guerra Fredda e alla contrapposizione tra blocco occidentale e blocco sovietico. A dimostrarlo con un prodotto registico scrupoloso e di grande immediatezza comunicativa è la giornalista e documentarista (già collaboratrice di Bresciaoggi) Paola Castriota, che attraverso il film-documentario «Nero Piombo - Storia di una strage politica» ripercorre scrupolosamente tanto le vicende internazionali e poi locali che portarono all’affermazione della strategia della tensione. L’opera è stata presentata in anteprima ieri sera al cinema Nuovo Eden di via Bixio, all’interno del palinsesto di eventi commemorativi pensati dalla Casa della Memoria per ricordare il 45esimo anniversario della strage: sala (forse inadatta per un evento di tale portata) stracolma ed esaurita ben prima dell’inizio della proiezione, con decine di aspiranti spettatori costretti a rinunciare e a sperare in un nuovo appuntamento (che probabilmente verrà organizzato a giugno in orario preserale). Aperto dall’esibizione dal vivo del Coro Clandestino e chiuso dall’intervento di Manlio Milani e della stessa regista, il documentario è partito dall’analisi delle formazioni paramilitari e golpiste che proliferavano in Italia mosse dall’odio verso il comunismo per rendere conto, con taglio archivistico ma chiaro e discorsivo, dell’escalation di violenza innescata dalla deflagrazione di Piazza Fontana, dei fatti che anticiparono e preannunciarono la strage bresciana e del lunghissimo e accidentato iter processuale sfociato nella storica sentenza di condanna all’ergastolo per Maggi e Tramonte del 20 giugno 2017, data in cui verità politica e verità giudiziaria hanno finalmente coinciso. NEI 60 MINUTI di indagine un ruolo fondamentale è giocato dai protagonisti di quegli anni e della vicenda, chiamati in causa in qualità di testimoni diretti (spesso oculari) e di professionisti coinvolti loro malgrado dalla tragedia: a parlare è ovviamente Milani, ma tra i preziosi contributi spiccano quella dell’avvocato di parte civile Piergiorgio Vittorini, della giornalista Benedetta Tobagi e del fotografo Pierre Putelli (suo lo scatto di Arnaldo Trebeschi chino sul corpo esanime del fratello Alberto). •

D.V.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1