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03.08.2020 Tags: Brescia

«Nessuno nel lockdown è stato lasciato indietro»

Per i più piccoli utile la presenza
Per i più piccoli utile la presenza

Nessuno è stato lasciato indietro, soprattutto gli alunni che soffrivano di disturbi dell’apprendimento. Il lockdown ha chiuso i portoni delle scuole per migliaia di studenti, ma ha aperto le porte delle case agli insegnanti che con la didattica a distanza sono entrati in famiglia. Organizzare all’improvviso una didattica virtuale non è stato certo semplice, ma, per alcuni studenti, insegnanti e coordinatori hanno dovuto fare uno sforzo in più: «Tutti i piani didattici personalizzati, che accompagnano ogni alunno che presenti disturbi specifici dell’apprendimento (dsa), sono stati rivisti in funzione della nuova tipologia di didattica a distanza» spiega Maria Galazzo, referente dei dsa per l’Ufficio scolastico territoriale di Brescia. MA QUANTI sono gli alunni bresciani affetti da almeno un disturbo specifico dell’apprendimento (dislessia, discalculia, disortografia e disgrafia)? Durante questo complicato anno scolastico, gli uffici dell’Ust non hanno compiuto la solita rilevazione puntuale, così l’ultima risale all’anno 2017/2018 e fa salire a 6.154 gli alunni con almeno un Dsa certificato (erano 4.805 nell’anno 2015/2016), con un’incidenza sul totale pari al 3,8% sul totale. Nel Bresciano sono presenti sei centri territoriali, la divisione è per ambito geografico, a cui fanno riferimento i coordinatori scolastici per i dsa, più il Centro territoriale di supporto che è specializzato nelle nuove tecnologie in aiuto alla disabilità: «Ogni settimana ci sentivamo con i centri territoriali per capire l’andamento dei Dsa. So che tutte le scuole si sono organizzate per fornire agli alunni che non disponevano di supporti tecnologici, gli ausili necessari per partecipare alle lezioni. Possiamo dire che davvero nessuno è stato lasciato indietro, anzi. I ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento sono più avvezzi ad utilizzare il computer come mezzo compensativo, quindi non abbiamo registrato difficoltà da parte loro ad usufruire della dad» aggiunge Galazzo. E a settembre tornerà tutto come prima? «Dipende da cosa deciderà il Miur. Ma se potessi scegliere, tornerei alla didattica in presenza per tutti, soprattutto per i più piccoli che davanti ad uno schermo fanno davvero fatica». •

S.SAL.
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