CHIUDI
CHIUDI

15.12.2019

«Noi adulti, che esempio diamo ai nostri figli?»

Gli adulti sono i primi a dover dare il buon esempio sull’uso del cellulare
Gli adulti sono i primi a dover dare il buon esempio sull’uso del cellulare

Adolescenti e smartphone: «Allarme, è come una droga» ci avvertono gli studi. Ma siamo certi, noi adulti, di non aver responsabilità in questa emergenza? Formare – e informare - i genitori (ma in generale chi è a contatto con gli adolescenti) è uno degli obiettivi (oltre alla presa in carico dei pazienti e la ricerca) che anima Dite, l'Associazione nazionale dipendenze tecnologiche, gap e cyberbullismo presente anche a Brescia con una sede in via Bassiche 27/a. Qui lavora l'equipe formata dagli psicologi Tiziana Manigrasso (referente), Emanuela Duca e Liborio Placenza che si rivolge ai privati, scuole, aziende, associazioni. «Se l’uso del cellulare arriva sempre prima, di chi è la responsabilità? A chi serve? - chiede Manigrasso - Ai bambini o ai genitori che seguono i figli attraverso i gps, che li “tengono buoni”?». Manigrasso sofferma l'attenzione sul concetto di attesa: «Il vuoto ci crea ansia e la stiamo trasferendo ai figli, sempre più impegnati tra scuola, compiti e mille attività. Abbiamo paura che si annoino senza considerare che la noia da sempre ha una valenza educativa, in quei momenti avvengono atti creativi». LO SMARTPHONE diventa, così, il surrogato ideale. «Spesso sono gli stessi ragazzi a sottolineare come il cellulare abbia ridotto drasticamente il tempo del dialogo in famiglia. La frase che i figli si sentono dire di frequente è “aspetta un momento”. E spesso il genitore è al telefono. L'esempio è la forma di insegnamento da sempre più efficace. Non possiamo regalare un cellulare senza aver prima insegnato come stare online. E quando ci lamentiamo di loro, facciamoci una domanda: quanto tempo stiamo, noi, connessi?».

P.BUI.
Commenta

Partecipa. Inviaci i tuoi commenti

Attenzione: L'intervento non verrà pubblicato fino a quando il moderatore non lo avrà letto ed approvato. I commenti ritenuti inadatti o offensivi non saranno pubblicati.

Informativa privacy: L’invio di un commento può comportare il trattamento di dati personali: per maggiori informazioni sulle modalità di trattamento e l’esercizio dei diritti consultare le nostre Informazioni sulla Privacy e l’informativa estesa sui cookie presenti in calce al sito web.

pagine 1 di 1