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16.10.2020 Tags: Brescia

«Noi infermieri
siamo pronti. Ma
i cittadini saranno determinanti»

Gli infermieri che lavorano nel Bresciano sono oltre novemila
Gli infermieri che lavorano nel Bresciano sono oltre novemila

L'impennata dei Covid positivi è stata rapida e il timore è di ritrovarsi, presto, nel pieno della seconda ondata di emergenza. Giulio Gallera, assessore al Welfare di Regione Lombardia, dichiara: «Il sistema è pronto». E GLI INFERMIERI, che in Italia rappresentato il 61% del personale sanitario, lo sono? «Siamo pronti» assicura Paolo Boldini, da tre anni vicepresidente dell'Ordine delle Professioni infermieristiche di Brescia (oltre novemila gli iscritti) e responsabile della Commissione cronicità e rete dei servizi. Negli ultimi sei mesi il mondo sanitario ha affrontato la pandemia grazie alla competenza e alla disponibilità dei tanti professionisti che non si sono mai tirati indietro. Una quotidianità divenuta certamente più faticosa ma anche più qualificante. Un vero e proprio allenamento che cambia la prospettiva rispetto a febbraio, quando Sars-Cov-2 ha colto tutti impreparati e «disarmati» e che, in un certo senso, tranquillizza visto che nessuno può indicare quale sia il tipping point: il numero di casi, di ospedalizzazioni e focolai oltre i quali si supera il punto del non ritorno. «Siano sicuramente stanchi ma pronti a fare uno scatto di velocità se il quadro dovesse degenerare perché i mesi trascorsi sono stati un grande allenamento» rileva Boldini. «Siamo passati dal niente alla formazione sul campo che ha permesso agli infermieri, anche a quelli che non lavorano nelle terapie intensive, di acquisire competenze avanzate da poter spendere in situazioni di criticità». Boldini lo definisce un lavoro «a fisarmonica»: «Ogni giorno dobbiamo adattarci a nuove disposizioni e rimetterci in gioco. L'infermiere non ha più uno stacco: oltre a impegnare molto del suo tempo nell'assistenza, dopo il lavoro ha la necessità di formarsi con corsi online. L'Istituto superiore di sanità invia rapporti quasi settimanali, dobbiamo tenerci aggiornati». Gli infermieri bresciani sono tanti, «non solo ospedalieri, più facilitati nella gestione della pandemia perché l'ospedale è strutturato attraverso i percorsi di isolamento». C'è chi, da libero professionista, si reca nelle case private e chi è operativo nelle Rsa, che tra città e provincia sono 99, «il maggior numero in Italia». «L'infermiere delle Rsa oltre all'assistenza, ora, deve anche avere competenze organizzative. Se prima l'obiettivo era socializzare ora vanno riorganizzati i processi per la desocializzazione» spiega. Competenze acquisite sul campo, in base alle necessità. Ecco perché l'Opi dice «siamo pronti». Ma i mesi che si prospettano saranno pesanti e ci sarà bisogno di un «coordinamento efficiente sia a livello ospedaliero che territoriale. Non che prima non ci sia stato – chiarisce Boldini - Ats Brescia è stata la prima e unica a creare un'Unità di crisi per il territorio». Il sistema oggi è pianificato all'interno delle strutture per un probabile arrivo dell'emergenza, spiega il vicepresidente Opi. MA SENZA la collaborazione dei cittadini qualsiasi sforzo potrebbe esser vanificato. «Loro ci vogliono preparati, ed è giusto. Noi li vogliamo responsabili perché, insieme ai medici, dobbiamo essere lasciati liberi di poter curare e assistere chi ha forte necessità (non solo per Covid ma anche patologie croniche e tumorali) e poter non assistere chi potrebbe non infettarsi se usasse le corrette precauzioni: indossare correttamente le mascherine ed evitare gli assembramenti». Un appello indirizzato soprattutto agli adolescenti e alle loro famiglie perché «è al loro interno che deve nascere la sensibilizzazione». E in negazionisti? «Ci danno ancora più forza per sensibilizzare: noi ci mettiamo la faccia e con la mascherina». Un lavoro sempre più complicato e faticoso, quello degli infermieri, sottoposti a uno stress fisico e mentale senza precedenti. A fronte di una retribuzione tra le più basse d’Europa «che andrebbe rivista, come pure le indennità» •

Paola Buizza
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